Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <396>
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Gino Bandini
In attesa delle invocate direttive da Madrid, il Miraflores ha molto riflettuto su <c tale ipotesi non remota e ne ha anche discusso col collega austriaco Barone de Bach: ed ambe­due son giunti a convincersi che da un lato non era facile che il Papa potesse restare a Roma, ma dall'altro non si pote­vano disconoscere i gravi inconvenienti della sua partenza .
Egli, piuttosto che indicare una soluzione, enuncia i dubbi che tenzonano nel capo suo come, certamente, in quello del­l'Ambasciatore d'Austria:
Quali sarebbero il carattere e la posizione del Papa in una Roma occupata dai Piemontesi? Si sarebbe egli costituito suddito del Re di Piemonte divenendo semplice Vescovo di Roma? 0 rimaneva prigio­niero dei Piemontesi e quale azione di comando gli sarebbe rimasta come Sovrano o, piuttosto, quali Stati Pontifici propri gli sarebbero restati? Ovvero si sarebbe costituito di fatto dipendente del Re di Sardegna già signore di fatto dell'Italia unita e presenzierebbe e tolle­rerebbe la dichiarazione di Roma a Capitale d'Italia ? Questa sarebbe la sua posizione restando a Roma, Né sarebbe stata molto migliore se, avendo il Papa abbandonato Roma ed essendo questa occupata dai Piemontesi e proclamata Capitale dell'Italia unita, venisse a deter­minarsi una situazione di fatto pericolosissima per l'avvenire del Pontefice. In un tal caso, i nemici di Roma e del Papa non procla­merebbero la fatidica espressione del consummatum est ossia cbe la sp oblazione sarebbe un altro fatto compiato di più fra le tante illegalità cbe la dottrina dei fatti compiuti ba già sanzionate e costituite?
Ho creduto di riferire per intero questi quesiti che si affollavano alla mente dell'esperto statista spagnuolo perchè sono gli stessi che tenevano in ansia in quel tempo Governi e Popoli di tutto il mondo e che valsero per un decennio a fer­mare l'Italia sulla via di Roma. La sapienza giuridica e la equa moderazione dei governanti italiani seppero poi dimo­strare al mondo che la convivenza dei due Poteri in Roma Capitale d'Italia non era quel problema insolubile che appariva agli inizi del 1861 al Miraflores ed a quanti partecipavano alla sua ansiosa perplessità.