Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <401>
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Roma nel 1860
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propna, ma, soltanto, di dare al Ministro elementi che lo mettano in grado di impartirgli istruzioni meno indeterminate:
Ma il partito di non abbandonare il Vaticano sarà il pia van­taggioso a Sua Santità ed alla santa causa che egli impersona ? Dovrà la augusta istituzione del Pontificato tenere in maggior conto la con­tingenza presente che non il lungo avvenire di giorni migliori? Se ad un Re, a quello di Napoli per esempio, io avessi dovuto consigliare se abbandonare la propria Capitale o rimanervi, la mia opinione non sarebbe stata dubbiosa e gli avrei consigliato che piuttosto di lasciare la Capitale del suo Regno e il proprio Palazzo perdesse la vita sulle sue soglie, ma le condizioni del Pontificato non sono le stesse, senza voler asserire con ciò che sarebbe conveniente per esso uscire da Roma fino a aliando non fosse invasa. Dove il Papa risiede, ivi è il Capo della Chiesa Cattolica: quando egli è libero e indipendente e la sua azione non subisce coercizioni, i suoi rapporti con tutti i Cattolici del mondo e con tutte le Chiese cattoliche conservano la stessa importanza e lo stesso valore che da Roma. Quando Roma sia dichiarata Capitale d'Italia e il suo Re Vittorio Emanuele risieda in Campidoglio o al Quirinale quale sarà la posizione del Papa nel Vaticano ? Potrà essere diversa da quella di umile schiavo del nuovo Re di Roma e di trastullo e zimbello della rivoluzione e dei rivoluzionari? E il mondo cattolico, l'episcopato e il clero cattolico potranno astenersi dal vedere nel Pontefice niente altro che un prigioniero ? E potrebbe questa situazione essere utile agli interessi essenziali del Santo Padre?
Su queste e su molte altre considerazioni avverte il Miraflores, che però si guarda bene dall'esporre al Ministro quelle dei fautori della permanenza del Papa a Roma si fondano coloro che son di opinione che, se le truppe imperiali lasciano Roma e di essa si impadroniscono i piemontesi e i garibaldini, il Pontefice debba lasciare la città e trasferirsi in un paese cattolico di sua scelta per collocarvi la sua Cattedra, ponendo in atto il principio che dove il Papa è, ivi è Roma ed il Capo visibile della chiesa .
L'Ambasciatore non vuol fare il profeta di quel che suc­cederà dato il caos politico che dipende dalle esitazioni e dai dubbi di tutta l'Europa ; dalla politica esitante, dubbiosa e