Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <413>
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DaWeccidio di Beilul alla qwstione di Raheita 413
faccenda di Assab. Con modi garbati, il Mancini faceva, all'ambasciatore italiano in Inghilterra, notare, se non fosse convenuto nel reciproco interesse, di concordare fra i due Governi, rispetto ad Assab, un modus vivendi, tale che mentre [fosse] pegno della lealtà nostra e guarentigia dei legit­timi possessi britannici, assicur(asse) al nostro possedimento il favore dei funzionari inglesi e dello stesso Governo della Regina .X)
Le informazioni che il Bienenfeld e il Branchi inviarono al Mancini sopra il massacro della spedizione Giulietti, fecero comprendere che la cosa era più grave di quel che si sarebbe potato credere, alla prima nuova dell'avvenimento. Sedici persone, quattordici italiani e due negri, erano state massa-' crate proditoriamente: una sola, ferita gravemente, era scam­pata: speravasi che questa ultima, il volontario operaio Rosso Emanuele di Genova, fosse potuto ritornare fra i nostri. Era un colpo dolorosissimo inferto, non solo al prestigio italiano ed al nostro sangue, ma a' nostri stessi interessi; che il Giulietti, se fosse riuscito nel suo intento, avrebbe agevolato quelle comunicazioni fra noi e lo Scioa, le quali erano state auspicate da tutti coloro che ci avevano veduti con favore sulla costa occidentale del Mar Rosso.,
L'opera iniziata dall'Antonelli, e con lui dal Martini e dal Cecchi, sarebbe stata consolidata.2) La delicata natura di questi rapporti economici con il Re dello Scioa, che si riconnet-tevano strettamente a tutta la politica interna della Etiopia, a quella delle relazioni con il Sudan ed il problema del ride-stantesi nazionalismo egiziano, non poteva che rendere, da un lato, sempre più sensibile al nostro riguardo il doloroso
i) Libro Verde, Assai, cit., n. 57, pp. 61, 62.
2) Libro Verde, Etiopia, Documenti diplomatici presentati al Parlamento italiano, seduta del 17 dicembre 1889, Roma; Tipografia della Camera dei Deputati, 1890, doc. 32, 33, doc. 40, 41, 42, 43, p. 47 e segg.; THAVEHSI L., Let Marefià, prima stazione geografica italiana nello Scioa e U nostre relazioni con l'Etiopia (1876-1896), Àlpes, Milano, 1931, p. 115 e segg., p. 131 e segg.