Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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414
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414 Eugenio Passamorui
evento e, dall'altro, piìi intrigato il groviglio della soluzione internazionale.1}
II 14 giugno 1881 il Branchi inviava al Mancini una completa relazione sull'accaduto che ne poneva in maniera chiara, in rilievo, le cause e gli effetti:
Capii elie bisognava immediatamente agire e, sull'invito del comandante Frigerio,2) partii la sera stessa perBeilul: giuntovi all'indomani, trovai, che i capi ne erano o quasi tutti assenti o più probabilmente fuggiti. Da quei che rimanevano però, raccogliemmo informazioni positive e troppo minute, perchè resti ancora ombra di dubbio.
L'eccidio era stato preparato da tempo e nell'ambiente stesso della famiglia del capo della regione. La spedizione era stata assalita all'alba del 25 maggio da un forte gruppo di danakili, che si facevano assommare, secondo le voci più accreditate, a più di cento.
La sorpresa era riuscita: la sentinella aveva fatto fuoco uccidendo uno degli assalitori, ma questi, che avevano precedentemente seguito la spedizione, erano riusciti a separarla dai fasci dei fucili, in modo che i nostri non avevano potuto difendersi che coi rewolwers.
Gli italiani sopraffatti dal numero erano stati trucidati, dopo avere feriti ed uccisi quanti nemici era stato loro possibile. Ed il Branchi toglieva la speranza, che in un primo momento si era concepita, che Francesco Rosso avesse potuto scampare: i danakil trovatolo, tre giorni dopo il massacro dei suoi compagni, in una caverna, lo avevano soppresso perchè non recasse a' suoi compatriotti le notizie sicure dell'accaduto.
1) TRAVERSI L., Let Marefià cit., p. 201. Menclik, che si sentiva più di noi danneggiato dall'eccidio Giulietti, inviò, appena seppe la cosa, alili anfari, un cornerò per avere spiegazioni dell'accaduto.
2) Il Frigerio, dal Fieramosca, spediva al Ministero della marina un succinto rapporto, da uomo di guerra che non si approfondisce nelle sottigliezze dialettiche della diplomazia, ma che vede chiaro in fondo a' più intrigati problemi. Concludeva, infatti il suo scritto cosi; Anche ammettendo ohe la gente di Beilul non abbia colpa diretta dell'accaduto, appare però certo che gran parte delle tribù, che commisero il misfatto, abbiano cola aderenze, alcuni di loro vi abbiano sede temporanea, interessi e famiglia . Il che voleva dire ohe bisognava colpire i più bene alletti del Governo egiziano. (Po G.f L'opera della marina italiana cit.,. pp. 61, 63).