Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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415
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Ranella 415
La località del disastro sarebbe stata molto al di là di Bini, un sito nominato Daddato, distante da Beilul circa sette giorni. Quale la ragione del luttuoso avvenimento? Diverse te voci. I nativi di Beilul asserivano che
la spedizione, sormontate le prime difficoltà, aveva continuato verso occidente; che incontrate prima una, poi un'altra tribù nomade, ne era stata assai bene accolta e loro aveva fatto dei regali " ottenendone guide ed informazioni: che però, una sera, mancato alla spedizione un cammello, Giulietti aveva chiamato il capo della seconda tribù, di Gebel Huerna e gli avrebbe dichiarato che lo avrebbe tenuto conte ostaggio fino a che l'animale non fosse stato restituito: che sorta questione, costui, un tale Buri ibn AH Àclimed o Ali Buri, come lo chiamavano a Beilul avesse minacciato Giulietti col suo pugnale; che questi rispondesse con una sferza e lo facesse poi legare fino alla sera quando il cammello sarebbe stato restituito.
Il dankalo avrebbe giurato vendetta, e, appena era stato liberato, per essere tornata la nostra bestia all'accampamento, era .corso presso i suoi dipendenti e al momento opportuno li aveva lanciati al massacro degli italiani.
Al Branchi, esperto di tutte le sottigliezze dialettiche di que' popoli, non era rimasto celato che troppo puerile era la spiegazione di un avvenimento di tanta importanza. Eccessiva la tenuità della causa ne' confronti della gravità dello effetto. E la stessa esecuzione del delitto dimostrava che esso doveva essere stato preparato in un tempo più ampio, di quel che comportasse la esposizione fattane, e da persone più potenti, per autorità e per mezzi, di un piccolo capo di una modesta tribù. Sapevasi che le trattative iniziate con FHanfari, per quanto questi avesse a' nostri rappresentanti dichiarata la sua più favorevole adesione al passaggio della spedizione per raggiungere il lago Haussa, avevano rivelato
1) Sopta l'avidità delle tribù dankole ed etiopiche efir. la magnifica rappresentazione che ne ha fatto, chi ha dovuto sperimentarla nella maniera più. evidente, FHANZOI AUGUSTO, Continente Nero, Note di viaggio, Torino, Roux, 1885, p. 33 e segg.
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