Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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416
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416 Eugenio Passamonti
una sorda agitazione contro di noi presso le tribù che il Ginnetti doveva attraversare. ** Notizie, infatti, desunte da fonti meno sospette degli abitanti di Beilul, avevano rivelato che le cose si erano svolte diversamente. Anzitutto la discussione del capo della nostra spedizione con il dankalo era avvenuta in epoca più remota di quel che si era, in un primo momento, accennato. In secondo luogo numerosi beduini
avevano seguito la colonna fin dalla sua partenza da Beimi, eccitandole contro la cupidigia delle tribù coll'asserire che le casse erano piene di oro. Riunitisi sotto la direzione di un tale Hanfari, figlio dello sceicco di Beiru, costui si sarebbe offerto come guida alla spedizione, avrebbe viaggiato tre giorni con essa, l'avrebbe fatta accampare fra due grandi alberi e l'avrebbe vigliaccamente trucidata.
La seconda relazione offriva l'aspetto di una maggiore veridicità, facendo intuire la presenza di un vero e proprio complotto contro i nostri. Le numerose tribù, che avevano partecipato all'eccidio,2) erano state raccolte e preparate prima che il Giulietti avesse iniziato il suo viaggio ed erano state lanciate al massacro, quando il tempo e il luogo avrebbero potuto distornare i sospetti dell'Italia da coloro che il tragico evento avevano organizzato. Ad aggravare la responsabilità di que' capi tribù era un'altra voce, diligentemente vagliata dal Branchi, secondo la quale l'Hanfari di Haussa, appena sentito il fatto, aveva mandato invito al capo di Beiru di consegnargli la roba della spedizione, chi diceva per rimetterla a noi, chi per impossessarsene. Dopo l'eccidio vi (era stata) un'altra zuffa fra i danakil per la divisione del bottino . La conclusione del Branchi era che non solo per il
i) 6. Po, L'opera detta marina italiana cìt., p. 57 e segg., in coi sono fxammenr tariamcnte, ma sufficientemente pubblicati i rapporti del Frigerio sulle trattative necessarie per spianare la via alla spedizione Giulietti,
2) U Branchi citava, nel rapporto al Mancini, quelle tribù, che pia numerose avevano massacrato i nostri connazionali; gli Adramut, i Wellwellee, i Hassartu, gli Aisantn, i Demboheito: tutte, più o meno direttamente, obbedienti a personalità di Beilul; fra le quali deaignavasi, fra le più compromesse, il figlio del Governatore di questa località. {Libro Verde, Incidente di Beilult cìt.).