Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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418
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418 Eugenio Passamonti
agenti francesi, e del completo fallimento finanziario con il contraccolpo della occupazione franco inglese, aveva creduto, con il far voce grossa contro di noi, che eravamo i più deboli, di dimostrare a9 più forti, che non era disposto a tollerare soprusi da chicchessia. La conoscenza, acquisita sul posto, ci aveva reso consapevoli che, di fronte a un nostro atto di energia, l'Egitto avrebbe protestato e sarebbe arrivato a Beimi a cose compiute, lieto, in fondo, che gli si fosse tolta la castagna dal fuoco con le zampe del gatto. E lo potevamo fare, che le nostre navi nel Mar Rosso erano più che sufficienti al bisogno. Ma, dietro il Kedivè, era il Governo britannico, il quale giuocava la difficilissima e doppia partita con il Cairo da un lato, e Costantinopoli, la Francia dall'altro X) e non potevamo allora, appena dopo il Bardo, urtare la potente nazione inglése.
IL Mancini ritenne che l'unica via da seguirsi fosse quella che passava per il Cairo e giungeva a Londra. Il 13 giugno al De Martino, che presso Ismail pascià rappresentava il nostro paese, telegrafava di comunicare al Governo vicereale l'eccidio di Beimi e di pregarlo che ordinasse, da parte delle locali autorità, una rigorosa inchiesta e la punizione dei colpevoli. Domandava che, durante lo svolgimento del processo, stazionasse, davanti a Beimi, il nostro incrociatore Ettore Fieramosca a testimoniare il nostro diritto e la nostra presenza di potenza colonizzatrice in quelle regioni.S}
Il primo contegno assunto dal Governo egiziano fu quale potevasi attendere da chi conosceva uomini e cose: trovare una soluzione, che accontentasse tutti con la medesima fatica. Al Cairo si aveva ben altro da fare che mandare una nave, una Commissione in una terra così lontana, per punire dei nativi, i quali vivevano sulla rapina e che non avevano, con Giulietti, fatto altro che continuare il loro mestiere. Inoltre
1) LORD NEWTON, Lord Lyon, cit,, voi. H, p. 246 e segg.; FHEYCINET DE C, La question d'Egypte, Paris, Calmali Lévy, p. 202.
2) Libro Verde, Incidente di Beilul. cit.