Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <426>
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426 Eugenio Passamonti
fosse ancorato nelle acque di Beilul durante il processo. H nostro console al Cairo, sotto la duplice pressione delle rimo­stranze del suo superioreS) e del timore di essere stato abil­mente" giù ocato dalle sfere politiche egiziane, non perse tempo, e, avuto un lungo ed esauriente collocruio con Fakhry pascià, si affrettò a comunicare al Mancini che le informazioni per­venute al Governo inglese erano inesatte. Questa fu la sostanza del telegramma spedito a Roma il 25 giugno 1881: un più. esauriente resoconto della conversazione avuta con il Ministro degli esteri egiziano qualificava un malinteso l'operato del Cookson. Fakhry pascià non solo non faceva la menoma obbie­zione al desiderio del Governo italiano, ma si'era espresso in maniera non dubbia sull'efficacia, che la presenza di una nostra nave da guerra avrebbe avuto sopra gli indigeni. Con la duttilità propria degli orientali aveva cercato di catti­varsi l'animo del De Martino, indubbiamente risentito per ciò che stimava essere stato complottato a' 'danni del suo paese, lodando la correttezza del nostro procedere nella delicata situazione, in cui ci eravamo trovati. E il nostro console gene­rale al Cairo riferiva, così, al Mancini, la sostanza del collo­quio e dei commenti, che il Ministro degli èsteri egiziana aveva fatti sulla nostra condotta:
L'Eccellenza vostra ha adottato la via più saggia, la più prudente e, nello stesso tempo, la più efficace per arrivare a risaltati pratici, sia per l'incidente doloroso che deploriamo, sia, ancor più, per l'avvenire del nostro stabilimento di Assab. La vera giustizia finisce per essere apprezzata anche dai selvaggi e la tirannia li rende implacabili nemici. -~J
1) Libro Verde, Incidente di Beilul, cit., Menabxea a Mancini 23 giugno 1881; , Mancini a De Martino 24 giugno 1881.
2) Il Mancini non le risparmiò, per quanto garbata fosse la forma, al De Mar­tino. E se ne comprende la ragione, che, se fossero risultate vere le notizie riferitegli dal Menabxea e dal Paget, non solo egli ai sarebbe trovato in difficili condizioni per il caso particolare di Beilul, ma anche nei riguardi della politica estera italiana e della pubblica opinione del paese. Alla quale si era più volte significato che l'Italia proce­deva in stretta amicizia con l'Inghilterra nelle sue aspirazioni coloniali, e del consenso del Forcign Office si faceva la miglior arma contro gli oppositori parlamentari della politica, voluta dalla Consultai