Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <428>
immagine non disponibile

428 Eugenio Pasamonti
bene comune, per la tranquillità di quella zona africana. " Per il momento, il nostro Ministro degli esteri si affrettò a comunicare al Menabrea che il Governo egiziano smentiva la sua opposizione a che una nave da guerra italiana stazio­nasse a Beilul durante l'inchiesta. E il Granville, il 27 giu­gno 1881, telegrafò al Cookson, che, stando così le cose, aveva pregato l'Ammiragliato di inviare ad Aden il contrordine alla disposizione, che tratteneva colà l'incrociatore Dragona A con­fermare il Foreign Office e i dicasteri, interessati alla que­stione, nelle disposizioni date, furono trasmessi a Londra il 29 giugno 1881 due rapporti sul massacro Giulietti, uno del comandante Hulton, l'altro del maggiore Hunter, i quali, concordando nella esposizione dell'accaduto, erano unanimi nell' indicare colpevoli le personalità e le tribù, già additate dal nostro Branchi.
Il Mancini poteva, così, con sicurezza affrontare la Camera, dove elementi, conscii della dignità e dei diritti della Nazione, uomini, che tanto avevano contribuito a costituire l'Italia a popolo unito sotto una sola bandiera gli avevano domandato quale azione avesse compiuto per salvaguardare i nostri interessi politici e morali in Beilul ed in Assab. Il Massari, il 13 giugno 1881, ed il Bonghi, quindici giorni dopo, avevano chiesto al ministro quali provvedimenti avesse preso il Governo perchè il nome italiano in quelle regioni fosse rispettato e temuto dalle popolazioni nomadi che vi abitavano. Il Mancini, mentre chiedeva di non essere costretto per il momento a rispondere per il caso specifico di Assab, essendo proprio in
1) Che non nutrisse eccessive speranze sull'operato della commissione egi­ziana, il Mancini dava a divedere al De Martino, con un telegramma del 6 luglio cosi concepito: Abbiamo ragione di credere elio a testimonianza palese dei sentimenti solidali di fronte ad attentato contro la civiltà, sarà pure presente a Beimi, durante l'inchiesta, per desiderio ufficiosamente da noi espresso,un legno della marina da guerra britannico . (Libro Verde-, Incidente di Beilul, eit.).
2) Blue Book, Assab, cit., doc. n. 47, p. 35.
3) Blue Book, Assab, cit., doc. n. 54 e annesso n. 1, p. 29; doc. n. 55, annesso n. 1, p. 40.