Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <429>
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Dall'eccidio di Beiltil alla questione di Ranetta 429
quel volger di tempo iniziate pratiche dirette fra l'Italia e V Inghilterra per un definitivo componimento della questione, annunziava agli onorevoli preopinanti che nelle acque di Beilul era già una nave italiana e che il Governo inglese aveva creduto di acconsentire alla nostra richiesta, inviando colà un suo incrociatore, con uniforme istruzione perchè fosse: accordata riparazione e punizione, per quanto si era commesso a danno degli italiani. Il che (era) lodevole esempio della solidarietà della civilizzazione contro la barbarie .1]
Il militarismo ed il nazionalismo egiziano tentarono un ultimo colpo. Coscienti del valore, che assumeva l'intesa anglo­italiana e della responsabilità che il Governo kediviale si era assunta concedendo, a denti stretti, che i rappresentanti delle due potenze assistessero allo svolgimento delle inchieste, anche se lo si fosse voluto, in precedenza, condotto in modo oscuro e tortuoso, tentarono, all'ultimo momento, di impedire che il comandante italiano ed il britannico partecipassero all'inter­rogatorio degli imputati. Fosser pur nelle acque di Beilul le due navi da guerra: il Frigerio e l'Hutton si sarebbero dovuti limitare ad udire la conclusione del processo. Inoltre gli ele­menti più influenti della ufficialità egiziana tentarono di far riti­rare Fakhrv pascià dalle posizioni su cui erasi concordato con il Cookson. Consapevoli di quanto e come il Governo kediviale sentisse la propria instabilità, anche dopo avere avuto ragione, nello scorso febbraio, del movimento militarista2) essi gli imposero di manovrare in maniera da staccare dall'Italia la
i) Atti della Camera dei Deputati. Legislatura XIV; sessione unica, Discussioni, sedute del 13 giugno e 28 giugno 1881.
2) Il Mange, console generale francese in Egitto, il 13 giugno 1881 riferiva al Barthélenry S. HUaire lo tato della politica egiziana nei termini seguenti: La situa-tion est toujours très tendue; le Kedivé, que jc cu l'honneur de voir quelques jours à Alexandrie, m'a para très inquict. Tewfik pncha, ne nx'a pas cache son mécontcn-t.ement. Il a regardé la situation cornine très compromise . (Documento diplomaliques francate, op. cit., serie I, voi. IV, doc. 34, p. 36); Cambridge Modem Ristory, op. cit., voi. XII, p. 435; NEWTON, Lord Lyon, op. cit., voi. H, p. 258 e segg.; A. DEurooira, Histoire diplomatique de VEurope depuis le Congrès de Berlin jusqu'à nos jours, Paris, Alcan, 1916, voi. I, pp. 55, 56.