Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <435>
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Ranetta 435
A confermare il Mancini ed il nostro Governo in questa sdegnosa ripulsa dei risultati dell'inchiesta ed a domandare completa soddisfazione erano i rapporti, che aU'Ammiragliato inglese ed al Foreign Office aveva inviato il rappresentante bri­tannico. Questi il 26 luglio, dal primo esame della situazione, traeva le seguenti conclusioni:
From what I gather, there seems little probability of the inquiry ending in securuig any of the culpafole ones, or even fìnding out with any certainty who they are, as the witnesses are almost ali denying any knowledge of the affair, and many of them are contradicting them-selves, showing the evidence is valueless, and leaving the inference also that they ha ve been told what to say. M
E nella relazione finale/, del 25 agosto, sintetizzava il suo pensiero in modo non dubbio :
The Italian Gommander constantly remonstrated, that the whole investigation seems to bave been a farce, no rea! pains having been taken by the Commissioners to sift the evidence and follow it up. The vìllages were not searched tiH long after the event, and no watch was put on the coast to prevent the escape of those implicated. When the names of the suspected men were mcntioned, the Gommissioners always appear to have been satisfied with the Sheikh's assurance that he conici not produce them or knew nothing of them. 2)
La testimonianza di un'autorità come l'Hulton non poteva che aggravare la situazione della Commissione egiziana, la quale, quando pervennero i numerosi documenti inviati dal Frigerio al Ministero della marina e degli esteri, risultò delle più gravi e delle più meritevoli di condanna da parte di ogni nazione civile. *J
!) Blue Book, Assai, cit., doc. 80, annesso n. 1, p. 75.
2) Blue Book, Assab, cit., doc. 96, annesso n. 2, p. 87.
8) L'incartamento spedito a Roma dal Frigerio constava di tre parti distinte, una relazione, la sostanza dei verbali di ogni sedata, compilata dall'egregio nostro officiale, la corrispondenza scambiatasi tra lui e Rouchdy pascià, non condotta secondo le regole diplomatiche, ma tale da rappresentate lo sdegno del nostro rappresentante per il riprovevole contegno de' giudici egiziani e l'arte subdola di questi ultimi nel travisare a loro vantaggio gli avvenimenti. (Libro Verde, Incidente di Beilul, cit.).