Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <437>
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DaWeccidio di Beilul alla questione di Raheita 437
partecipare al processo.1} Solo il 24 luglio, per il Frigerio, ed il 26 dello stesso mese per l'Hulton, era stato possibile assi­stere alle inchieste. In questo frattempo l'attivissimo Naib Idriss, operando con il pieno consenso di Rouchdy pascià e di Ali Din, aveva preparato un ottimo piano di campagna.
Era pervenuto alla Commissione l'elenco delle personalità accusate di incitamento e di organizzazione del delitto e quello de' sicari dell'eccidio: l'aveva trasmesso, a chi di dovere, il Governo italiano. Fra i primi erano Akito, sceicco di Beilul, suo figlio, ed un capo notissimo, Berka Hamed: ma costoro erano troppo ben affetti al governatore di Massaua, ed erano coinvolti nella losca speculazione della tratta degli schiavi, alla quale numerosi funzionari egiziani tenevano mano, perchè potessero essere consegnati alle autorità del Cairo ed a quelle italiane per pagare il fio del loro delitto.21 Si era escogitato il motivo, che avrebbe dovuto spiegare il delitto, compiuto da tribù dell' inferno e tali da sfuggire alla diretta sanzione del Governo kediviale. Gli italiani avevano avuto in mente di allearsi con il re Cassa, per distruggere i mussulmani. Conoscendo quale odio fosse in quelle regioni fra cristiani e maomettani, si era ritrovata in siffatta voce la ragione precipua che aveva sospinto i dankali a sterminare il Giulietti ed i suoi.3) Sapevano benis­simo Naib Idriss e altri membri della Commissione che i nostri
1) Blue Book, Assab, cit., doc. 80, annesso 1, p. 75.
2) Fra le deposizioni che furono raccolte dal Branchi sono alcune testimonianze del poco chiaro rapporto de' funzionari egiziani con lo schiavismo. Un certo Ali Ibn Aruma, dankalo della tribù degli Adulai, gravemente compromesso nell'eccidio del Giulietti, il 4 febbraio 1882 depose sulla tratta degli schiavi così: Anche oggi seguono simili mangerie, specialmente sul commercio degli schiavi. Dacché vi sono gli egiziani, giunsero in Beilul due carovane, la prima di 80; l'altra di 100: una terza fu rimandata indietro da Said a cui era diretta. Gli egiziani nulla seppero della prima, ma furono informati della seconda, e volevano sequestrarla. Allora si mise di mezzo un tale Haesam Evin di Beilul della tribù dei Mutuana e offrì a Naib Osmann trecento talleri se li lasciasse passare. Naib li prese e li passò ad Ames effendi, un turco che adesso comanda i soldati a Beilul. Tutto ciò Io ha detto lo stesso Hassan E vizi . (Libro Verde Seconda inchiesta di Beilul).
3) I retroscena della prima inchiesta di Beilul vennero pazientemente ricostruiti da dati raccolti dal Branchi, quando si trattò di domandare al Governo egiziano .una