Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <438>
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Eugenio Passamonti
connazionali si erano proposti Ben altre finalità, oltre quella scientifica;1} essi avevano volato iniziare relazioni di amici­zia con Mohamed Hanfari, capo della costa dei DanakiI, 2) e attivare così il commercio dell'interno con la costa, per l'appoggio di questo potente Sultano. Erano essi consapevoli che tutto ciò avrebbe accresciuto le possibilità economiche di Assab e migliorato le condizioni stesse di quelle regioni. Ma per lo sceicco di Beilul, avvezzo a rapinare chi capitava nelle sue mani e geloso della sua autonomia effettiva, favorita dall'assenteismo delle autorità egiziane, il risveglio, che l'auto­rità italiana avrebbe arrecato, poteva significare la fine del suo dominio. O avrebbe dovuto sottomettersi al nostro predo­minio o chiamare, in aiuto, il Governo kediviale, con le con­seguenze che ne sarebbero derivate, prima delle quali il dover limitare la propria libertà d'azione.
L'avere attribuito al Giulietti l'intento di unirsi con gli Abissini per distruggere le popolazioni mussulmane, tra il ciglio dell'altipiano etiopico e il mare, poteva agevolmente nascon­dere i veri motivi che, per l'istinto di rapina, avido delle salmerie della spedizione italiana, avevano sospinto Akito ed i suoi all'atroce delitto. E sul sentimento etnico e religioso aveva posto abilmente Naib Idriss il pernio della difesa degli accusati, quando si fosse potuto dimostrare la loro effettiva colpevolezza. A convincerli del misfatto erano pronte numerose
seconda inchiesta che fosse condotta con onestà di propositi e di sistemi (Legisla­tura KY, prima sessione 1882-83. Documenti diplomatici riguardanti la seconda inchiesta di Beilul presentati alla Camera dei Deputati nella seduta del 13 marzo 1883). Deposizione di Eissa Hamed, 27 dicembre 1881 (cit.).
!) Una curiosa deposizione di un. indigeno, Hummado Crefco, del 21 dicem­bre 1881, rivelava quale amore di sapere avesse animato il Giulietti,il Biglieri ed i loro compagni. Raccontava il Greto che compiuto l'eccidio, Kuttina, nativo di Beilul, anima dannata di Akito, capo di Beilul, si era precipitato sulle salmerie della spedi­zione e vi aveva trovato una cassa contenente una quantità di bottiglie piene di insetti ed una con un serpe. (Libro Verde, Seconda inchiesta di Beilul).
2) Blue Hook, Assab, cit., il comandante Hulton al Lord dell'Ammiragliato 24 agosto 1881, doc. 96, annesso 2, p. 86; Libro Verde. Convenzione fra l'Italia, e il Capo supremo di tutti i Danakili il Sultano Mohammed llanfari, Legislatura XVt fascicolo XII.