Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <439>
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Dall'acrìdio di Bottai alla questione di Raheita 439
testimonianze, e non di poco peso. H sultano Berehan, di Raheita, che a noi era legato da interessi e da amicizia, avrebbe, alla prima richiesta, dichiarato che il massacro era stato orga­nizzato dallo sceicco di Beilul, che aveva spedito a un capo dell'interno, un suo fido, il famigerato Kuttina, con una let­tera, invitante il detto capo a uccidere gli Italiani che volevano unirsi al re Gassa. Un'altra personalità della costa, Ammedo Malek, seguace degli Alaito, assicurava che la stessa disposi­zione di Berehan, avrebbe egli' confermato.1J Ma tutti questi elementi a carico dello sceicco di Beilul non erano stati chia­mati e si era cercato di allontanare coloro, che avrebbero potuto aggravare la situazione di Alato e di suo figlio Omar. Si era stabilito, prima che arrivassero il Frigerio e l'Hulton, di addossare tutta la colpa del misfatto al Kuttina e a quel capo tribù che per il furto del cammello era stato bastonato dal Giulietta; il primo si era rifugiato all'Aussa e non si sarebbe potuto afferrare, il secondo era scappato e nessuno sapeva dove. Eliminati costoro, chiamati davanti alla Commissione elementi ignoranti o intimiditi, abilmente imbeccati, gli organizzatori del delitto avrebbero potuto sfuggire alla sanzione che li attendeva. S doveroso però riconoscere che, per quanto deliberati fossero a condurre l'inchiesta in modo da eludere la giustizia chiesta dall'Italia, non tutti i membri della Commissione si erano trovati d'accordo sulla illegalità del procedimento. In Rouchdy pascià, specialmente, v'era qualcosa che si ribellava nella sua coscienza di vecchio soldato contro questo sistema di losche intese con rapinatori ed assassini. Un testimonio, non sospetto, Ali Ibm Arcena il 4 febbraio 1882 narrava che i capi della Commissione, giunti a Beilul si erano
messi sulle cattive e chiamato Akito gli (avevano domandato) perchè avesse permesso agli Italiani di partire senza avvisarli. Egli (aveva risposto) che lo aveva fatto appena aveva trovato un sambuco per
l) Testimonianze raccolte dal Franchi, il 19 dicembre 1881. (Libro Verde, Seconda inchiesta di Beilul eit.).