Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <444>
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444 Eugenio Passamonti
al Mancini che, se non c'era da sperare, che la stesura ufficiale dei lavori svoltisi in Beilul, da parte del Governo egiziano, avesse potuto modificare la sostanza del telegramma inviato da Rouchdy e quella della relazione del Frigerio, v'era però la possibilità di domandare e di ottenere una contro inchiesta, offrendo al Governo hritannnico di parteciparvi non come spettatore, ma come attore. Si sarebbe potuto così giungere alla punizione dei colpevoli. Con una esperienza di consumato colonialista, il Machiavelli osservava: Altri preferirebbero un procedimento più spiccio, ma poiché il Regio Governo vuol soprattutto salve le ragioni della giustizia, la via più pacata panni anche la più sicura . E senza conoscerlo, col Frigerio, conoscitore profondo della mentalità egiziana e delle popolazioni di quelle terre, il Machiavelli conveniva nello stabilire la somma di responsabilità del Governo kedi-viale, in ciò che era avvenuto, e il diritto del nostro Paese a parlare senza riguardi di persone e di interessi:
Se i colpevoli saranno riparati all'interno, in seguito a connivenza od inerzia dei commissari o di altri funzionari egiziani, ne risulterà a carico del Governo centrale una responsabilità per cui potrà esigersi una riparazione nella misura del possibile, non escluso un indennizzo pecuniario delle famiglie delle vittime. Tolta poi anche la partecipazione degli abitanti di Beilul alla strage della spedizione, resta a vedere fino a qual punto il Governo del Kedivè potrebbe considerarsi sciolto da ogni e qualsiasi responsabilità, come mostra di credere, per fatti acca­duti sopra un territorio, che ritiene, al tempo stesso, parte dei suoi domini, benché non vi eserciti alcuna autorità effettiva.1)
Quando si consideri che, proprio in questi giorni, sia per l'incidente di Raheita, successo in seguito all'inchiesta di Beilul, sia per lo svolgimento delle pratiche per trovare un modus vivendi anglo-italiano per Assab, il Ministro degli esteri kedi-viale levava la voce alta, in Londra ed in Roma, contro
i1) Libro Verde Incidente di Beilul cit.