Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <448>
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448 Eugenio PassamonH
sarebbe mai ceduto su questo punto.1' Ed era per noi fuor di ogni principio di saggezza compromettere, per il momento almeno, la situazione creata dal movimento rivoluzionario nazionalista. Meglio valeva attendere, approfittare abilmente delle rivalità che profondamente dividevano Francia ed Inghilterra, desiderose di eliminarsi l'un l'altra nella terra del Nilo, loro cosi necessaria sia per i numerosi capitali che vi avevano investiti, sia per il valore, che essa aveva nell'attua­zione del loro programma coloniale. Sapeva Scerif pascià che un dissidio, proprio dopo il 10 settembre, separava le due potenze: la Francia desiderava sostenere Tewfìk e il ministero Riaz; l'Inghilterra invece propendeva per il principe Halim e per il nuovo gabinetto.2' Egli sperava che il contrasto fra le due nazioni, contendentisi il dominio dell'Egitto, sarebbe finito a favore della indipendenza del paese.
E certo, che la lotta si faceva sempre più aspra fra Londra e Parigi e che da una parte e dall'altra si cercava di scalzare la rivale, sia nel complicato giuoco dei partiti interni egiziani, sia nelle difficili relazioni con la Turchia, quando non si fosse tenuto nel conto dovuto il valore, che poteva derivare dallo appoggio delle grandi potenze. Parigi sapeva di poter contare su Berlino, per la politica di Bismarck, che voleva deviare,
armato in Egitto e di pacificare gli spiriti, riservando questa funzione alla Francia e all'Inghilterra. a Leur bonne intelligence, si heureuse pour les financ.es égyptiennes, pourra.il étre aussi feconde pour les affaires militaires . E senza ambagi diceva al suo rappresentante presso il Foreign Onice: Ce qu'il y aurait de très facheux c'est que la Turquic pùt s'immiseer dans les affaires de PEgypte, autrement qu'efic ne l'a fait jusquMci, c'esl-à-dire à Pappel et avec le plein assentement de l'Angleterre et de la Franco (id. id. doc 123, pag. 116,). Contemporaneamente, una nota dell'ambasciata britannica a Parigi, affermava questi principi del Foreign Office: In the opinion of Her Majcsty's Government it would be not desìderable tbat any aotive measurc should be taken by the Sultan untai at ali events the necessity for the in has been clearly demonstrated and the niethod to be adopted has been discussed and agreed upon. {Documento diplomatiques francato, op. cit.. doc 125, p. 117).
1) Le proteste, scambiatesi febbrilmente fra Londra e Parigi in quei giorni, per impedire l'intervento turco in Egitto, vedi in Documento diplomatiques francato, serie I, voi. IV, doc. n. 130, 14 settembre 1881, doc. n. 139, 19 settembre 1881.
2) Documenta diplomatiques francato, op. cit., voi IV, serie I, il Barthelémy al Tissot a Costantinopoli, 25 settembre 1881, doc. 146, p. 136.