Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; ECONOMIA ; GIORNALISMO
anno
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1937
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pagina
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463
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Questioni e idee sociali in un giornale bolognese del 1846-50 463
affermazione a favore della socializzazione. Il solo articolo che può lasciare dubbiosi è una specie di appello rivolto a quelli che temono il socialismo, nel quale, prendendo le mosse dai risultati della rivoluzione francese del 1848, si prospetta l'importanza del socialismo e la necessità di studiarne i principi; e si esce fuori con una dichiarazione che all'apparenza sembrerebbe nettamente socialistica.
Osservato come l'umanità abbia conquistato il diritto di libertà e d'uguaglianza, sicché ogni cittadino può portare la sua pietra al nuovo edificio sociale, il giornale continua:
Noi possiamo parlar forte e discutere liberamente i risultati delle nostre coscienziose meditazioni. Ma ciascuno comprenderà senza dubbio che bisogna dare uno scopo utile sodale a questa parola riconquistata, a questo concorso reso universale.
A che cosa ci servirebbe infatti l'acquisto di tali diritti, se non ne facessimo sortire alcun risultato serio, alcun miglioramento fondamentale per l'umanità le cui speranze si rivolgono verso di noi? Che cosa servirebbe a quelli che soffrono, a quelli che sono continuamente inquieti del pane dell'indomani, l'aver cangiato di forma di governo, se le triste ansietà del passato continuassero a serrare loro il core; se il popolo, vale a dire la gran massa degli uomini, continuasse a schiacciare le loro facoltà intellettuali sotto un lavoro da schiavi, i cui frutti sono appena sufficienti per sostentar loro la vita del corpo?
Perchè la libertà e l'eguaglianza abbia un senso, bisogna incarnare in noi il terzo termine della grande divisione sociale: la Fraternità... Qualunque sia la forma di un governo installato dalla politica, questo governo non sarà mai che un colosso di rame coi piedi d'argilla, se il socialismo non gli viene in aiuto pel miglioramento materiale e morale delle sorti di tutti. *)
Che cosa è il socialismo di cui parla l'articolo in parola? Si tratta di una concezione precisa e determinata, oppure di una vaga aspirazione alla giustizia sociale battezzata col nome di moda? A guardare le cose nella loro espressione letterale si dovrebbe propendere per la seconda opinione. Di più in nessun luogo del giornale troviamo questa sporadica affermazione socialistica concretata in un programma, definita con linee precise. Anzi, in un articolo pubblicato nel numero precedente, vediamo che la rivoluzione francese del 1848 è interpretata come il punto di partenza per la costituzione di un equilibrio sociale stabile, nel quale la piramide sociale dovrebbe riposare sulla sua base ingrandita; nel quale tutti i diritti e tutti! bisogni dovrebbero trovare la loro soddisfazione, pur rispettandosi i diritti acquistati senza ricercarne l'origine .
1) j JJX, n. 10, pag. 57: A quelli che temono il socialismo (Anonimo).
2) A. EH, n. 9, pp. 53-54: Lo Rivoluzione e il Popolo (Anonimo).