Rassegna storica del Risorgimento
BOLOGNA ; ECONOMIA ; GIORNALISMO
anno
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1937
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pagina
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464
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464 Luigi Dal Póne
9 Tuttavìa e lecito domandarsi se all'espressione letterale corrisponda interamente l'intimo pensiero e l'intensione dei redattori del giornale o di alcuni di essi. Potrebbe infatti supporsi che la forma indeterminata fosse consigliata soltanto dalla prudenza e che si attendesse il momento favorevole per pronunziarsi più esplicitamente. ') Ma in realtà dopo l'articolo citato il contenuto sociale del giornale pare attenuarsi e i redattori del Povero sembrano sacrificare ogni preoccupazione sociale alle necessità politiche del momento. Forse il tentativo si era dimostrato prematuro? Forse non aveva nemmeno attecchito l'idea che la con quieta della indipendenza e della libertà politica doveva essere il punto di partenza per le conquiste sociali? Non abbiamo elementi per dare una risposta. Forse un esame dei carteggi del tempo potrebbe illuminarci e ci auguriamo che venga effettuato.
Per ora lo studio del documento ci autorizza a fissare le seguenti conclusioni come risposte alle domande che ci siamo fatte a principio:
I. H Povero è importante, prima di tutto, perchè rileva l'esistenza delle questioni sociali, presentandole come questioni di primo piano, che richiedono soluzione pronta ed adeguata. L'antitesi sociale, di cui i redattori del giornale bolognese hanno idea definita, è l'antitesi ricchezzamiseria. Essa si considera superabile, poiché si ammette che possa venir applicato un principio di giustizia sociale, in omaggio al quale i ricchi dovrebbero impiegare volontariamente il superfluo a vantaggio dei poveri. Ciò significa che si ritiene possibile la soluzione delle questioni sociali all'infuori del comunismo, definito come spartizione dei beni.2} Ora ammettere questa possibilità e incitare allo studio delle riforme sociali è già un risultato considerevole per quei tempi e per quelle condizioni, anche se gli accenni ai rimedi e alle riforme hanno il carattere di utopie, di cose campate in aria, di predicozzi, morali.
Gli scrittori del Povero intendono il socialismo e il comunismo in un modo che al pensiero scientifico attuale, ricco di più larga esperienza, può apparire molto vago e inesatto. II comunismo, per essi, sembra coincidere più con l'idea di divisione dei beni, che con quella
i) G. Rossi, il noto studioso bolognese di questioni sociali, nella dedica del libro, Stilla condizione economica e sociale dello Stato Pontificio (1848), afferma: t molte altre cose avrei io dette che ho tacciate, se quando scriveva la mia Opera, quell'importante problema [l'organizzazione del lavoro] fosse già stato messo in discussione, come ora lo è per fatto di un governo in Europa .
2) Ugnale divisione per tutti di tutte le cose, die sono sulla terra . A. II, n. 20: Intorno la traduzione eco.