Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; ECONOMIA ; GIORNALISMO
anno <1937>   pagina <465>
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Questioni e idee sociali in un giornale bolognese del 1846-50 465
di socializzazione; il socialismo pare identificarsi con un generico rifor­mismo sociale. Tuttavia la contrapposizione dei due termini era allora corrente e non manca nemmeno nel Manifesto del Marx e dell'Engels.. Essa veniva anche alimentata indirettamente dalla paura che tutte quelle "novità incutevano negli abbienti e nei conservatori,1) e diretta­mente, dalle esperienze francesi di quegli anni. Il concetto di socializ­zazione dei mezzi di produzione e di scambio si cercherebbe invano nel Povero. Ciò trova riscontro nella definizione che proprio in quel tempo Gabriello Rossi dava del comunismo.2)
Un po' più definite, sebbene molto astratte, sono le idee sulla fun­zione della proprietà privata, di cui si riconosce senz'altro Futilità sociale, ma che si vorrebbe limitata al solo necessario o al solo uso utile a tutti.
Insomma il Povero mette sul tappeto il problema della distribu­zione, ma non ne dà una soluzione concreta e tanto meno enuncia pro­poste che arieggino, anche alla lontana, di socialismo e di comunismo.
Il valore del suo significato storico non vien meno per questo, poiché, mentre da un lato il Povero rivela le tendenze equilibrate di uomini che tengono presenti le condizioni economiche del loro paese; documenta, dall'altro lato e questo è veramente essenziale il destarsi dell'interesse di molti per le questioni sociali e in misura assai maggiore di quanto generalmente si sia creduto e si creda.
II. H Povero esprime il pensiero di un gruppo di avanguardia, costituito in gran parte da persone di cultura abbastanza distinta rela­tivamente ai tempi, animate da sentimenti filantropici, che hanno sott'occhio i bisogni di una popolazione in aumento, specie negli strati inferiori, composti in gran parte da artigiani e da accattoni nelle città, da contadini e braccianti nelle campagne e nei centri rurali. Dalle tabelle annesse al libro di G-. Rossi risulta un aumento continuo, dal 1817 al 1846, della popolazione della provincia di Bologna, che passa da 281.766 anime a 335.660 e un accrescimento del numero dei brac­cianti in alcuni dei principali comuni della provincia dal 1837 al 1846. Da calcoli dello stesso Rossi si deduce che nella città di Bologna i bisognosi di soccorsi furono nel 1847 quasi un terzo della popolazione.
1) Il povero nota che la paura del comunismo induceva i retrivi a qualificare con questo nome tutti i tentativi di riforma e tutti quelli ohe s'interessavano al popolo. A. TTTt n. 16, pp. 61-62: Il popolo e i suoi bisogni (Dal Popolano).
2) Sistema di coloro che vogliono dividere fra tutta in egual parte i beni natu­rali od almeno i frutti che da essi si hanno . Cfr. G. Rossi, Sulla condizione ecc.. Società tipografica bolognese, 1848, voi. I, pag. 91.
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