Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; ECONOMIA ; GIORNALISMO
anno <1937>   pagina <466>
immagine non disponibile

466 Luigi Dal Pane
Si capisce quindi come il tono del Povero sia dato prima di tutto dai problemi della miseria in genere e, in secondo luogo, dai bisogni e dalle aspirazioni degli artigiani. Il problema del bracciantato sembrava forse meno urgente perchè i braccianti erano più lontani degli altri poveri dai centri maggiori. Ora gli artigiani sostengono il diritto al lavoro, non i diritti del lavoro, ed ecco la domanda di lavoro che si leva dalle colonne del Povero. I poveri hanno prima di tutto bisogno di sfamarsi ed ecco la generica invocazione: pane e lavoro. Del proletariato indù-striale e delle sue proteste soltanto il nome e l'eco lontani.
IH. L'influenza delle dottrine sociali e degli avvenimenti francesi è evidentissima. Sono ricordati espressamente l'industrialismo, il san-simonismo, e il socialismo francese del 1848. Tuttavia è assai difficile distinguere quanto deriva da influenze forestiere da quanto è espres­sione di moti spontanei. Questi ultimi sono, a nostro parere, chiaramente manifesti, ma, nello stesso tempo, è doveroso riconoscere un influsso notevole delle idee del Saint Simon, allora già diffuse in Bologna, e una spinta ad osare derivante dalla rivoluzione francese del 1848.
Senza volere attribuire al Saint Simon quello che potrebbe essere in effetto indipendente da lui, è certo che nel Povero troviamo dei paral­lelismi significativi con i principi sociali del geniale pensatore francese: la negazione dell'antinomia capitalelavoro; il riconoscimento della necessità del concorso dei datori di lavoro e dei lavoratori per la pro­duzione; l'idea che i vari interessi siano conciliabili fra loro; e, soprat­tutto, il richiamo del Nouveau Christianisme: Tonte la société doit travailler à l'amélioration de l'existence morale et physique de la classe la plus pauvre; la société doit s'organiser de la manière la plus conve-nable pour lui faire atteindre ce grand but .
LUIGI DAL PANE
t