Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <467>
immagine non disponibile

GORIZIA OTTOCENTESCA DA VILLAFRANCA ALL'ARMISTIZIO DI CORMONS
(SILLOGE DOCUMENTARIA) (continuaz.: ved, numero precedente)
in.
Ma quasi non bastasse la società tedesca dei divertimenti ad inqui­nare il carattere italiano della città, nel 1862 si erano destati gli appe­titi sloveni, che, d'allora impoi, dovevano incunearsi in esso, per diven­tare una seria minaccia, dorante i 56 anni che corrono appunto dal '62 al 1918, anno della nostra gloriosa redenzione.
Ecco una fiera risposta del comune di Gorizia all'autorità politica, che pretendeva venisse evaso un atto indirizzato in lingua slovena, in merito all'istituzione del circolo di lettura sloveno in Gorizia.
Eccelso Presidio dell'i, r. Luogotenenza
Restituendo i comunicati dell'ossequiato rescritto del 10 corrente n. 2083 P. si ha l'onore di esternarsi che nulla può ostare da parte di quest'ufficio all'istitu­zione di un gabinetto di lettura o veramente di un casino slavo.
Contro le persone che si posero alla testa di questa società nulla parimenti osta.
Il Budau è un professore di ginnasio in pensione, il Licen è un possidente ed ex podestà di Reifenberg (ora Rifemberga), il Tondi, ch'è -veramente l'anima di quest'impresa, è concepista d'avvocato.
Sta bene che nel n. 1: degli statuti la società dichiari di voler astenersi dagli affari politici. Ma con tutto ciò, e convinti anche che si osserverà scrupolosamente questa disposizione statutaria, non si pud a meno di deplorare, che ad accrescere la scissura che vi esiste nella società di questa piccola città, si vada a formare un casino alavo. Così ne avremo tre, un cittadino, un tedesco, e lo slavo; gli ultimi due chia­mati in vita da elementi stranieri alla città, ma che appunto per ciò possono dare motivo di attriti e dissapori.
Ritiensi però che la prudenza delle rispettive direzioni e la salutare sorveglianza dell'Autorità sapranno tenere la società negli stretti limiti delle loro istituzioni e faranno sempre il possibile ad evitare conflitti.
Quanto all'osservazione fatta da quest'Eccelso Presidio sulla circostanza che il Municipio restituì gli atti chiedendo una tradazione, sia lecito di osservare rispetto­samente, che non fa per certo per animosità che si fece quella restituzione, poiché se uno o l'altro degli impiegati fosse stato in possesso dello sloveno, si avrebbe dato corso all'atto, abbenchè a ciò non si pud ritenersi obbligati, perchè la lingua del Contane, e perchè tutte tre le persone che firmarono l'atto conoscono l'italiano e in questa lingua scrivono e presentano atti a quest'ufficio.
Ha si respinse l'instanza, perchè nessuno degli impiegati intende lo sloveno, e non si poteva dare un parere senza intendere ciò che sì chiedeva.