Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <469>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 469
D poliziotto, ai era rivolto con aria di fida verso il pubblico plau­dente ed aveva cercato d'imporre silenzio, ma i suoi ordini erano stati accolti da una salva di assordantissimi fischi !
Egli, vista la mala parata, aveva fatto sospendere lo spettacolo ottenendo cosi l'effetto contrario a quello desiderato, poiché la propa­ganda italiana, attraverso la beffa e la sospensione, aveva ottenuto più. successo di quanto avesse sperato.
H Reccardini aveva avuto delle noie con l'autorità politica ma questa, come si rileva dalla nota n. 324 P., e n. 3723, per evitare guai maggiori, aveva permesso al Reccardini di poter continuare le sue recite, sino alla fine di settembre.
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Il 12 novembre alcuni negozianti avevano trovato, aprendo l'uscio della loro bottega, dei proclami incendiari, posti durante la notte di San Martino, solita a festeggiarsi dai goriziani, tanto in famiglia che nei pubblici ritrovi.
La data non era stata scelta a caso. Era quella in cui il glorioso esercito, che un giorno avvenire avrebbe liberato la città dal giogo straniero, festeggiava il suo Santo patrono.
IV. I I'
H '63 è l'anno che rimase fortemente scolpito nella mente dei nostri patriotti, per una dimostrazione garibaldina avvenuta nel Teatro di Società in Gorizia l'ultima notte di carnovale.
Quella dimostrazione si era svolta, a bella posta alla presenza del­l'arciduchessa Maria Annunziata, che in quell'anno col suo consorte l'arciduca Carlo Lodovico soggiornava nella villa del cav. BiSckmann, già del conte AttemsSembler, a Gorizia, per ricordare ai reggitori d'oltralpe che Gorizia a null'altro agognava che di essere al più. presto liberata da Giuseppe Garibaldi, per essere unita all'Italia.
Dall'interpellanza, mossa dal deputato dott. Giovanni Rismondo, alla Dieta provinciale, nella seduta del 23 febbraio, risulta chiaramente cosa n'era accaduto:
Giungeva l'ora del veglione nel Teatro sociale. La sala era presto piena, e le maschero a cento colorì intrecciavano le danze. Dalla loggia di mezzo un'anglista donna seguiva quell'indistinto e confuso agitarsi e muoversi della platea.; ma nulla per fermo, sia pel contegno dei danzatori, sia pelle foggio dei vari costumi, può avere