Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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- Gorizia ottocentesca, ecc.
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Dinanzi a queste scene scandalose fu grande da parte del pubblico lo degno e l'irritazione; ma tremendo fu in pari tempo l'atteggiamento degli ufficiali, che riunitisi tutti strettamente nel mezzo del Teatro avevano la parola pronta alla minaccia, la mano parata all'offesa.
Il patriotta finiva il suo dire, coli'elogiare la prudentissima con dotta dei garibaldini, i quali si adattarono piuttosto a subire l'oltraggio che a compromettere reagendo sé stessi e gli altri, e interpellando il rappresentante del Governo, presente alla seduta, se aveva riferito alle autorità competenti il fatto e quali misure intendeva di prendere per evitare per l'avvenire che la sicurezza e la libertà dei cittadini venisse turbata. Non otteneva però che la magra soddisfazione, che il fatto era a conoscenza del Governo e che le autorità competenti avrebbero saputo adempiere al loro dovere.
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L'autorità politica, infatti, aveva fatto venire a Gorizia, il giorno 22 febbraio, l'astuto consigliere della polizia di Trieste Antonio Achtschin, il quale, grazie alle informazioni avute dai tre inservienti del teatro i barbieri Giuseppe Ballaben, Giovanni Bilumas e Giovanni Gaides e da altri informatori, poteva partirsene, già il giorno 27, ben contento del fatto suo.
Per costringere la direzione del teatro a licenziare i predetti inservienti era comparso sulle colonne de La Perseveranza di Milano, il giorno 4 aprile, un articolo in cui si eccitava la popolazione di Gorizia a disertare il teatro, che stava per aprirsi il giorno 6 aprile, per le recite della compagnia drammatica di Almicare Ajudi, che tenne un corso di 20 rappresentazioni, da quel giorno sino al 3 maggio, in cui ebbero termine.
H 5 aprile erano pervenute, provenienti da Trieste, a parecchie famiglie goriziane delle lettere a stampa di questo tenore:
Signore 1
Il militare qui di stazione insultò villanamente, per istigazione del generale Molinari, l'ultimo martedì di carnovale tutti i cittadini.
L'impunità lo mantiene sfrontatamente ardito talché ridendosi delle nostre lagnanze chiama noi vili, prostitute le donne nostre ed un nido d'infami questa città.
Il teatro scena di tanti oltraggi, sta per riaprirai, e colà non vi porrà piede se non colui che approva quanto fece e quanto disse il militare, l'onesto fuggirà (se) non vi sia data soddisfazione.
Pensi al 18 agosto 1861, dove una ciurma d'ufficiali briachi, spronata anche allora dalle spavalderie del Molinari, bastonava qneglino che non levandosi il cappello dinanzi a tanta orgia.*