Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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473
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Coruna ottocentesca, ecc.
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Il colore poi volgarmente conosciuto sotto il nome di Magenta, è quello di rosso sangue violaceo. Quello diventò di moda presso i rivoluzionari dopo la disgraziata battaglia di Magenta, e gli si diede appunto da quell'epoca un tal nome per ricordare un avvenimento alla eausa rivoluzionaria fortunatissimo. Lo stesso ai praticò dopo la battaglia di Solferino, designando con un tale nome un colore rosso più vivace. Di questi due colori diffusissimi in commercio se ne potrà avere campione da qualsiasi negoziante di mode.
Con ciò si Ha il pregio di porgere esaurimento alla ben accetta Requisitoria di codesta Inclita I. R. Direzione della Polizia 24 corrente n. 517 Pres.
L'I. R. Consigliere Aulico direttore di Polizia (Adolfo cavaliere de) Straub.
Questa informazione, della direzione di polizia di Venezia, era stata il puntello principale della requisitoria del sostituto procuratore di stato Paolo Sbisà, il quale volle senz'altro ritenere quella mascherata per una mascherata di costume garibaldino , nel pubblico dibattimento tenuto presso l'i. r. tribunale provinciale di Trieste, il 16 luglio 1863, contro Giovanni Nepomuceno Favetti detto Mago, Antonio Camelli, Giuseppe Dell'Agata, Clemente Riaviz, Ippolito Costantino Dorese, Luigi Pussig, Carlo Fonzari e Antonio Juch, accusati del crimine di perturbazione della pubblica tranquillità, i 7 primi, e di correità nel crimine stesso, per l'ultimo nominato.
La Corte era formata dal vicepresidente di tribunale de Fluck, quale presidente, dei consiglieri Nadamlenski e dott. Mosettig, quali giudici, per la procura di stato, il dott. Sbisà, protocollista l'ascoltante barone de Burlo.
Al banco della difesa siedevano gli avvocati goriziani dott. Giuseppe Deperis e dott. Luigi Pajer. Se lo spazio ci acconsentisse, vorremmo riportare le belle arringhe dei due difensori, che non valsero però a placare il giudizio dell'accusatore.
H Favetti era stato condannato ad 8 mesi, ed il Riaviz a 5 mesi di duro carcere, inasprito per tutti e due coli'isolamento durante tutto il primo mese della condanna; il Camelli, il Dorese, il Fonzari ed il Pussig, al carcere per mesi 4 cadauno, il Dell'Agata a mesi 3 inasprito, col-l'isolamento durante i pruni 15 giorni, PJuch era stato assolto, per insufficienza di prove.
La sentenza veniva resa esecutiva nel mese d'ottobre ed i nostri patriotti, il giorno uno, si presentavano alle carceri di Trieste per subire la pena, dopo che il consigliere Mainardis, della pretura di Gorizia, aveva respinto l'istanza dei condannati con la quale chiedevano di poter scontare la pena nelle carceri di Gorizia.
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