Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <474>
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Ranieri Mario Cossàr
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H 2 settembre il consigliere di luogotenenza Giovanni de "Bosizio trasmetteva al direttore della polizia in Trieste dott. Giovanni Krausa la seguente nota di risposta:
N. 33 p. p.
Illustrissimo Signore!
Per corrispondere al molto pregiato scritto del 26 u. se. n. 1513 R. ho l'onore di accludere alla presente, per Vossignoria Illustrissima, ma elenco di quelle persone, che vengono tenute in evidenza da quest'ufficio quali politicamente sospette.
Che la maggioranza di quest'individui stia in relazione con gl'italianissùni di costi è, secondo la mia opinione, senza dubbio, ciò poi che riguarda gli articoli datati di Gorizia ne La Perseveranza, potrebbe benissimo essere il caso che siano qui stati fucinati.
Da quanto apprendo, quegli articoli dovrebbero essere di carattere molto locale, e per questo motivo ed anche con riguardo allo stòle e ad altri indizi, si vuole ritenere per loro autore il segretario municipale di Gorizia Carlo Favetti.
Io non posso dare un giudizio in proposito, dato che non ho a mia disposizione La Perseveranza, ma non è da dubitare un solo istante che il Favetti non possa essere capace di ciò. La trasmissione degli articoli alla redazione in Milano pud avvenire facil­mente e nella maniera meno insospettabile, col tramite degl'ingegneri italiani della ferrovia, addetti alla sezione costruzioni, i quali mensilmente o per i loro affari privati o per quelli del loro ufficio viaggiano a quella volta.
Per poter poi sorvegliare e scoprire se eventualmente esistono delle relazioni tra gì" italianissimi di Gorizia con quelli di Trieste, sarebbe bene che V. S. Elma m'usasse la cortesia di farmi tenere i nomi di quelli di costì, maggiormente indiziati.
Mi pregio infine d'aggiungere di avere escluso dal presente elenco i nomi di quelle otto persone recentemente condannate del crimine giusta l'art. 65 e precisamente Giovanni Ncpomnceno Favetti, Antonio Camelli, Giuseppe Dell'Agata, Gemente Riaviz, Ippolito Costantino Dorese, Luigi Pussig, Carlo FonzàrT ed Antonio Juch. Questi individui non hanno un proprio colore politico, il loro agire è noto. E gente di bassa cultura, rozza, con tendenze- a scatti e ad eccessi, questa è la loro caratteristica. Essi sono i cani bracchi che agiscono al fischio dei loro padroni.
Gradisca la S. V. HLma l'espressione della mia massima stima.
L'elenco dei goriziani politicamente sospetti, nell'anno 1863, era, giusta il criterio del de Bosizio, il seguente:
1, Dott. Giovanni Nepomuceno Rismondo, avvocato in Gorizia,nato a Rovigno in latria, d'anni 57, coniugato, senza figli. Sono notorie le sue tendenze ultraitalianissime, è uomo di cultura, molto prudente e cauto.
2. Carlo Favetti, segretario municipale in Gorizia, nato a Gorizia nel Litorale, d'anni 42, coniugato, padre di cinque creature. Detto, come per il Rismondo. Può senz'altro venire considerato per uno dei caporioni. Il suo comportamento è perd di tale natura, che si intuisce ch'egli dev'essere a parte del Comitato. E corretto, ma tuttavia sospetto.