Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <481>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 481
per ora una collettoria del lotto, anche per il motivo che la rivendita di tabacchi, attigua alla bottega di barbiere del Gaides, situata in Via dei Macelli (poi de Morelli), apparteneva a suo genero Antonio Wisraal, bidello provvisorio presso l'i. r. Scuola reale, il quale, odiato al pari del Gaides dalla cittadinanza, aveva già avuto da soffrire per gl'intrighi del partito avversario.
Quanto stesse a cuore la sorte dei confidenti all'autorità politica, lo rileviamo dalla nota n. 124 P., del consigliere di luogotenenza barone Guido de Kùbeck, succeduto nella carica al de Bosizio, diretta al presidio della luogotenenza.
Da questa apprendiamo che anche i due inservienti Ballaben e Bilumas avevano già varcato la cinquantina. II primo era vedovo e senza figli, il secondo aveva figlie ed un figlio già adulti, che se la pas­savano abbastanza bene. Erano individui forti, che avevano dei discreti' guadagni. Il servizio prestato dai due predetti soltanto le sere in coi c'erano rappresentazioni ed i sette od otto balli mascherati dava loro un guadagno di poca entità. Il teatro di Gorizia (compresi pure i balli) rimaneva aperto approssimativamente cento volte all'anno, e, dato che gli stessi ricevevano in media da 60 a 70 soldi per volta, la loro perdita si poteva calcolare da 60 a 70 fiorini per ciasche­duno. Non si poteva assolutamente dire perciò che la perdita di tale posto li avesse privati del pane.
Altro invece era il caso del Gaides, padre di tre figlie e d'un figlio. Egli aveva sempre dimostrato la sua fedeltà alla Casa regnante ed allo Stato e mai si era vergognato di palesare tali suoi sentimenti.
Egli era veramente il servo del teatro, poiché era occupato per tutto il corso dell'anno ed aveva un salario annuo di 50 fiorini, la livrea ed oltre a ciò un'aggiunta d'un fiorino ogni volta che c'era qualche spettacolo.
Egli faceva pure da maschera per i palchi, affittava gli stessi, per cui poteva contare anche su ciò un guadagno nonché sulla mancia di capodanno, che a lui solo spettava per diritto. Era servo d'ufficio della direzione del teatro e per tutto l'anno aveva l'ingrato incarico di andar a riscuotere il canone dei palchettisti per la cassa del teatro, in una parola era talmente occupato per queste mansioni, che doveva trascurare la sua professione di barbiere.
Il Gaides calcolava che i proventi, derivanti dal teatro, erano per lui di circa 300 fiorini annui. Il de Kùbeck raccomandava di aiutare il Gaides, perchè con la professione di barbiere non avrebbe più potuto vivere.
La nota deldeKubeck aveva ottenuto l'effetto desiderato. Ci risulta infatti che nel marzo del '64 il Gaides aveva già ottenuto la concessione
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