Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <484>
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Ranieri Mario Cassar
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Nel '64 vediamo rinvigorirsi il Casino del Teatro , il quale, dopo Pampliamento dei Teatro di Società nel 1858, coll'aggiunta di alcuni locali, aveva in questi preso sede,
Nell'adunanza del 30 novembre 1863 era stata eletta la sua prima definitiva direzione. A farne parte erano stati chiamati il dott. Paolo de Bizzaro, Guglielmo de Catinelli, il barone Giuseppe Formentini, il dott. Giuseppe Maurovich, Giovanni Paternolli, il conte Teodoro Radetzky, il cav. Ettore de Ritter, Francesco de Stabile e Gau­denzio Tosi.
Come è facile arguire, dalle persone che componevano la direzione, esso doveva avere apparentemente un colore neutro tanto dal punto di vista della nazionalità che da quello di casta.
Ma col tempo mostrò la sua vera faccia, esso fu il segno iniziale di quel taglio netto fra la nobiltà goriziana, austriacante, e la horghesia, italianissima.
A presidente venne eletto quel barone Formentini, che due setti­mane prima aveva subito quello smacco nell'adunanza generale dei comproprietari del teatro, à suo sostituto il dott. Paolo de Bizzaro.
Le feste, organizzate dai due predetti, in quegli ambienti ele­ganti e di lusso, venivano paragonate per lo sfarzo a quelle che si tenevano nella capitale danubiana. Dal prospettino dei trattenimenti per il '64, che abbiamo sott'occhi, risulta che dall'otto gennaio al quattordici marzo erano state allestite ben nove feste da ballo!
Alcuni anni dopo Alessandro de Clarìcini osservava che la classe più elegante e aristocratica della popolazione che vi è associata, non è forte abbastanza per rimontare alla prima gloria cavando la società della vita stentata che mena oggidì col numero di circa 100 soci sol­tanto, né coraggiosa abbastanza di rinunziare ai fasti dell'alta società per far luogo ad una maggiore intimità, e con ciò incoraggiare i soci a più frequenti sociali convegni .
E un periodico popolare caricaturato, più prosaicamente, cosi commentava il declino di quel sodalizio austriacante, nei suoi tratte­nimenti: Non è mai abbastanza ammirabile ed encomiabile, la splen­didezza dei soci di un nostro casino. Mentre la direzione sollecitava il trattore a provvedersi di ogni grazia di Dio o del diavolo, gelatine, fagiani, astici, eccettera, quel povero locandiere si vide sul più bello deluso nelle aspettative ed ebhe una rilevante perdita, maledicendo in suo cuore gli stomachi deboli e le borse ancor più deboli dei convitati .