Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <485>
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Gorizia ottocentesca, ecc.
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Nel.'64 e lo conferma anche una lettera aperta diretta a Carlo Favetti da un suo implacabile nemico personale prendono viva forza le dimostrazioni antiaustrJache a Gorizia con il lancio di bombe e di petardi, sistema che avrà più tardi per conseguenza la condanna a parecchi anni di carcere duro di numerosi patriotti.
Nèttqninto anniversario delle battaglie di San Martino e Solferino, poteva passare sotto silenzio, a giudizio dei nostri padri, i quali stima­rono bene di ricordare, alla sbirraglia annidata in città e alla solda­tesca provocante rintanata in caserma, nel modo, di cui il rapporto n. 952 Ris., del comandante di piazza capitano Seppenhofen al barone de Kìibeck, del venticinque giugno:
Iersera in Piazza Grande, alcuni minuti prima delle dieci, venne lanciata una macchina infernale, costruita a somiglianza delle bombe all'Orsini, con probabile direzione della caffetteria Stabile (Europa) o della fontana verso il corpo di guardia. Tale ordigno venne a cadere a circa venti passi a sinistra del corpo di guardia, scop­piando con un fragore pari a quello d'un tiro di cannone e con un lampo di poca apparenza.
Dai brandelli della macchina, trovati sul posto dell'esplosione, si pud arguire cb'cssa consisteva di un bossolo di ottone di forma rotonda accidentata in parecchi punti, legato con del filo di ferro. Su d'un frammento ritrovato v*è un piccolo buco in forma circolare, che servì probabilmente per caricarla con polvere da sparo. II buco è chiuso da un turacciolo di legno. Si deve dedurre che il diametro della stessa era di due pollici e mezzo.
La carica consisteva evidentemente di polvere comune da sparo. Il tutto tradisce una costruzione grossolana, eseguita allo stesso modo, come quello delle cosiddette bombe lanciate e trovate a Udine, a Venezia ed in altre località del Veneto.
Nessuno rimase ferito dall'esplosione di questa bomba, che non ha neanche prodotto dei danni. I soldati del corpo di guardia non videro chi la gettò.
I frammenti della bomba scoppiata si trovano nella cancelleria di questo Comando militare, a disposizione per gli opportuni rilievi.
Di un tanto mi pregio informare la S. V. III.ma con la ricerca, in via ufficiosa, di voler far prendere tutte quelle misure atte a scoprire, l'autore.
Alla stessa ora erano pure esplose altre due bombe una in Piazza Sant'Antonio e l'altra in Piazza Corno. II giorno appresso erano stati trovati nel Giardino pubblico e in Piazza Grande dei biglietti sui quali d'una parte stava scritto: Viva Garibaldi e dal­l'altra: 24-6-1859.
Questi, i prodromi goriziani, del moto insurrezionale friulano che si stava preparando in Friuli e che doveva scoppiare alcuni mesi dopo.