Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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494
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494
Ranieri Mario Cassar
Ho invitato, indirettamente, le due altre persone che ricevettero i proclami, di co agognarmeli. Attendo in giornuta la loro visita, non tarderò quindi di portare a conoscenza di Vostra Eccellenza il risaltato delle mici ulteriori ricerche.
All'amministratore postole, che ebbe a constatare che le lettere vennero imbacate dopo le dieci di notte del quindici di questo mese, ho affidato l'incarico di trasmettermi d'ora in poi tutte le lettere presumibilmente sospette affinchè io possa invitare i riceventi di aprirle in mia presenza.
Giacché è presumibile che di questi proclami vengano affissi anche sui mori, ho raccomandato agli agenti, che ho a mia disposizione, la massima sorveglianza.
I proclumi sono stampati con gli stessi tipi, come quelli che due anni or sono vennero distribuiti a Gorizia ( per vendicare i pat riotti della dimostrazione garibaldina in teatro) da ciò si pud dedurre che .anche questi, con tutta probabilità, prowengano da qualche tipografia di Udine.
II fatto poi che vennero qui distribuiti specialmente a quelle persone non asservite olle mene di un certo partito, dimostra, purtroppo indubbiamente, l'esistenza a Gorizia d'un comitato, in relazione con i nemici dell'Austria d'oltre il Mincio, che serve a tenere in subbuglio politico la popolazione. Tosto che sarà stato raccolto del materiale sufficiente, sporgerò hi rispettiva denunzia al Procuratore di stato, il quale è già stato brevemente informato.
Il proclama diceva:
Italiani della Venezia l
L*infierire dei Governi accelera la redenzione dei Popoli. Il dominio dell'Austria nella Venezia è ormai al lento suo fine. Il tentativo d'ottobre provò bastantemente la possibilità di atterrare questo apparente colosso.
Per coprire la sua vergogna, l'Austria continua nelle sue crudeltà, imitando la Russia.
Guai se la vita d'un Popolo si mantiene colle carceri e colle bajonette ! G dessa deve perire, o il tiranno che la padroneggia !
Il mostruoso processo incoato in Udine, e le nefandi tu d'un Sordeaux, d'un De Maurizio ed altri, provano che l'Austria ebbe sempre i suoi Muravieff, e che essa è sempre la patria dei Bolza e degli Haynau.
La commissione inquirente non contenta d'aver prodotta la delazione perfino nelle carceri (corrompendo i due sedicenni detenuti Luigi Manie e Guglielmo Andreuzzi) addotto nei suoi interrogatori perfino la tortura del bastone e le minacele di morte.
Il De Maurizio poi, Commissario di Spilimbcrgo, feroce sicario di Polizia, esso ai vanta di governare colle spie, colla prigione, e col revolver; spaventa le famiglie con continue persecuzioni; apre le carceri ad onesti e pacifici abitanti; sotto pretesto politico imprigionò una delle più oneste persone del paese per poter corteggiare la giovane ed onesta sua sposa. Un Governo che si disonora tollerando simili nefandità, non può non cessare* di esistere.
Popolo della Venezia ! continua a mostrarti grande e virtuoso. Dio benedirà ai tuoi sacrifici e prenderà la tua costanza.
Unito e concorde la sua redenzione e sicura.
Comitato d'azione del Frinii.