Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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501
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LIBRI E PERIODICI
CABLO CÀXCATEHBÀ, H nostro imminente Risorgimento. Gli studi e lo letteratura in Piemonte nel periodo dèlta Sampaolina e della Filopatria; Torino, Società Editrice Internazionale, 1935 (voi. I della Nuova Biblioteca Italiana), in 8, pp. XV-651, L. 60.
E passato nn anno dalla pubblicazione di questo grosso volume che deriva il suo titolo dalla frase con cui il conte Benvenuto Robbio di San Raffaele annunziava, nel 1779, l'aprirsi di un'era, che egli presentiva del tutto nuova per il Piemonte e per l'Italia. Ha resistito il libro al tempo trascorso? Oppure, come accade spesso, esauritosi 1*interesse destato dal suo primo apparire, è forse subentrata l'indifferenza? È subentrato l'oblio ? Rispondono a verità le lodi che molti hanno prodigato all'autore e che la Reale Accademia d'Italia ha sanzionato conferendo nell'anno XIV al professore Calcaterra ano dei suoi premi con una assai lunsinghiera motivazione? Mi sembra opportuno rispondere tranquillamente a queste domande e cercar d'assegnare il posto che, a mio parere, spetta a quest'opera nella imponente storiografia del Risorgimento, prendendo anche come elemento di giudizio la prova che il libro ha fatto e sta facendo. Si può dire subito che 6 già diventato uno dei libri di consultazione più sicuri e più utili per chi studia le origini del Risorgimento italiano cercando di rendersi ragione delle forze che nel secolo XYHI hanno profondamente operato nella vita spirituale del Piemonte fecondandovi i germi di quel rinnovamento, che nel secolo successivo portò il Piemonte alla testa degli Stati Italiani e ne fece uno degli strumenti più importanti nel processo di unificazione territoriale e politica.
Il disegno del libro è ampio, ma armonico, non perde di vista nessuno degli elementi essenziali della vita del Piemonte nei decenni anteriori alla prima comparsa sull'orizzonte politico europeo di un problema italiano come problema da affrontarsi e da risolversi. Se dovessi rilevare una lacuna o, forse, una parte che avrebbe potuto essere trattata anch'essa in modo organico, secondo il metodo che il Calcaterra ha applicato in modo eccellente allo studio delle correnti filosofiche, storiche, politiche, economiche, scientifiche, militari, letterarie, direi che sarebbe stato interessante un capitolo dedicato ai Principi di Savoia, specialmente ai primi re dopo hi guerra di successione spagnola, per dimostrare il processo di formazione in essi di quel solido senso della sovranità, ardito e avventuroso, ma nello stesso tempo prudente, di quella ormai classica avventurosa prudenza che contraddistingue i Re Sabaudi, e che è stata negli aitimi due secoli un coefficiènte di primo ordine del loro crescere ed affermarsi in preponderanza, in autorità e in potenza.
Questa parte è sviluppata specialmente nel capitolo VII che tratta degli studi militari in Piemonte, attraverso l'influenza esercitata dai trattatisti piemontesi della Sampaolina e della Filopatria, e nelle belle pagine dedicate ad illustrare la posizione del Piemonte antemurale d'Italia contro i Francesi e argine contro i Tedeschi. Gli avvenimenti che tra hi fine del secolo XYHI e il principio del secolo successivo hanno arrestato il processo di consolidamento e di espansione del Piemonte per l'impeto travolgente- dalle truppe di Bonaparto, determinando il crollo di una concezione strategica ormai secolare, fino a fare del Piemonte una testa di ponte della Francia in Italia, hanno in questo capitolo VII un rilievo preciso ed efficace. Del pari risulta in modo chiaro e convincente come, a dispetto di questo prevalere delle forze rivoluzionarie francesi, anzi contemporaneamente ad esso, si sin. senza posa rafforzata la coscienza militare C nazionale dei Pieni ontesi* come dimostrano le meravigliose difese di Cagliari