Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <503>
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Libri e periodici 503
essere quella che si ha in minor conto, cosa non solo conveniente sarebbe, ma giusta eziandio, che le si avessero quei riguardi che alla classe più utile degli uomini sono dovuti . Queste parole ai leggevano nella Biblioteca Oltramontana Piemontese al tempo di Prospero Balbo, la quale Biblioteca indicava, è spesso esaminava oggettivamente, anche i lavori che si pubblicavano in Europa sull'economia pubblica e con particolare interesse quelli sulla economia rurale. Qual meraviglia che, dato questo interessa­mento e questo orientamento, venisse fondata in Torino, nel 1785, la Società Agraria che solo tre anni dopo veniva già fregiata del titolo di Reale? La componevano fin dai primi tempi personalità illustri dell'aristocrazia e agricoltori provvidi ed instancabili, vi si agitavano quesiti sulle migliori coltivazioni, sulla introduzione di nuove culture, sul modo diimpedire le malattie nei grani, e poi si bandivano concorsi che appassio­navano proprietari, ministri, lo stesso Re. E molto significativo il fatto che proprio nel 1789, nell'anno in cui la Francia si metteva in rivoluzione rovesciando su Parigi orde imbestialite di contadini, la Società Agraria bandisse un concorso per un premio a chi avesse dimostrato con esperienze di avere rinvenuto un qualche genere d'indu­stria non ancora conosciuto in Piemonte o di avere naturalizzata una qualche pianta esotica in maniera tale che o dal ramo di nuova industria o dalla coltivazione della pianta si potesse ritrarre il più gran vantaggio pel Piemonte . Nel 1791 il que­sito, proposto due anni prima: Quali sono i difetti e gli ostacoli che s'oppongono alla perfezione dell'agricoltura piemontese e quali i mezzi di togliere gli uni e vincere gli altri , giudicato cosi vasto e così molteplice da richiedere opere di molti anni, fu sostituito coi seguente di più pronta efficacia: Quali sono i mezzi di propagare fra i nostri agricoltori le scoperte agronomiche, di farle adottare con prontezza e di -vincere gli invecchiati pregiudizi e le prevenzioni radicate, che loro si oppongono .
Se a questo fervido interessamento per i lavoratori della terra aggiungiamo anello, non meno profondo, per gli ordinamenti e per la disciplina militare (quanti uomini, tanti soldati!), e se teniamo presente che anche la letteratura in Piemonte ebbe nel Seicento e nel Settecento un carattere innegabilmente italiano e produsse una schiera di scrittori robusti quanto forbiti e un grandissimo poeta quale fu Vittorio Alfieri, troveremo perfettamente logico e consequenziale che il Piemonte dovesse attendere la propria ara e sentirsi perfettamente preparato a balzare alla testa della rivoluzione italiana.
31 poderoso volume del Calcatemi, del quale io non ho toccato che alcuni punti, più per farne apprezzare la grande importanza pei nostri studi, che non per la pretesa di prospettarne il contenuto in ogni sua parte, porta dopo ogni capitolo delle note dovi­ziose che per se stesse costituiscono un monumento di cultura. Se l'opera dovesse dar luogo a una nuova edizione, pregherei il prof. Calcaterra di voler aggiungere un indice dei nomi, il che accrescerebbe l'ammirazione e la gratitudine degli studiosi.
ANTONIO MONTI
ANTONIO MAMBEIXI, I Forlivesi nel Risorgimento Nazionale da Napoleone a Mussolini. Dizionario biografico, Forlì, a cura del Comune, 1936-XIV, pp. XIV-474. L. 30.
Il problema di un dizionario del Risorgimento è uno dei più difficili a risolversi, per ragioni molteplici di carattere contingente, e perchè ben pochi osano affrontare una si dura fatica e un lavorio, tanto paziente.
Eppure l'utilità e hi necessità di queste sillogi e cosi grande, che gli studiosi devono essere profondamente grati a chi si accinge à queste ricerche e riesce a
portarle a compimento.
È soltanto attraverso a dizionari regionali o/cittadini (quando si tratti di centri importanti) che si riuscirà ad ottenere finalmente il materiale per un'opera d'insieme data la quasi impossibilità (per chi si trovasse davanti un campo cosi vasto come