Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
<
1937
>
pagina
<
516
>
516
Vitti ddV Istituto
Egli rifiuta per non tradire la sua bandiera tricolore e cosi o 27 unni ti trovò uri iucominciare da capo la sua vita. Era già un valente ingegnere idraulico e ben presto si distinse per opere importanti non solo in Italia, ma anche all'estero. Si ricordano, fra le altre, la sistemazione dell'Adige e del Po. Per esser stato 40 giorni e 40 notti continue sugli argmi per frenare In terribile inondazione di Venezia nel 1839 contrasse la malattia degli occhi che lo portò 20 anni dopo alla cecità. A lui si deve la stazione marittima di Santa Chiara in Venezia, la rete stradale e le ferrovie sarde, lo studio del Traforo delle Alpi Cozie, i pruni impianti telegrafici dello Stato. Sardo in Italia ed all'estero la sistemazione del Danubio fra Buda e Pest o del Tibisco.
Nel 1848 il Paleocapa incominciò la sua vita politica. Ormai veneziano per elezione e per lunga dimora, lo si trova a fianco di Manin e Tommaseo nel Governo Provvisorio allo scoppio della rivoluzione. È subito uno dei più autorevoli e convinti fautori della fusione della Repubblica Veneta con la Lombardia e col Piemonte ed induce l'Assemblea dèlia Repubblica del 4 luglio 1848 a votare la formula della fusione dei due Stati, e ne porta egli stesso l'annuncio a Carlo Alberto. Dopo Custoza egli va esule in Piemonte dove viene nominato Ministro dei Lavori Pubblici, e dove esplica la sua attività per la elevazione economica e sociale del paese, promuovendo costruzioni di strade e di ferrovie.
Uscito dal Ministero nel '59 dopo Villafranca, prodigò i tesori del suo ingegno, della sua esperienza e della sua profonda competenza per il trionfo dell'idea del Canale di Suez.
Egli completò gli studi per la realizzazione del progetto Negrelli, fu largo di consigli tecnici, fu un propagandista convinto, consulente prezioso del Lesseps. Al Paleocapa precisamente si deve la sconfitta dell'opposizione inglese (capitanata dal Palmerston e da R. Stephenson) nel campo scientifico. Previde l'apertura del Canale esattamente per il 1869, ma non ebbe la gioia di assistervi perchè la morte lo colse a 81 armi, qualche mese prima dell'inaugurazione.
La dotta conferenza di Antonio Monti è stata salutata da vivissime acclamazioni.
Alla fine della simpatica cerimonia è stato spedito un telegramma di omaggio a S. E. Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon il quale da Rodi ha risposto con calorose espressioni di ringraziamento.
Il Comitato romano sta, intanto, organizzando, altre manifestazioni. H 10 aprile il prof. Engel Fanoni dell'università di Vienna illustrerà Aspetti inediti della vita del duca di Reichstadt e il 30 aprile il do tt. Stefano Chianea ricorderà La difesa di Roma nel 1849.
Ad iniziativa del Comitato romano è stata salvata dulia demolizione la casa Giacomelli. Li proposito, ecco quanto ha scritto Ceccarius su la Tribuna del 4 marzo:
e Nel novembre scorso pubblicammo una lettera del camerata Stefano Chianea ad Umberto Guglielmotti relativa alla conservazione della casa Giacometti, attualmente- occupata dalla popolare trattoria di Scarpone e che secondo il Piano Regolatore doveva esser demolita, e ci associammo al voto che l'edificio, nel quale si concentrò la più accanita difesa della Repubblica Romana nel tragico giugno del 1849 e dove esalò l'ultimo respiro Enrico Dandolo, fosso risparmiata dal piccone.
K Fecero propria la proposta la Federazione Nazionale Garibaldini, il podestà di Milano ed i presidenti dei Comitati di Roma e di Milano, del Regio Istituto per la Storia del Risorgimento, rivolgendosi al Governatore di Roma perche, se possibile, non venisse abbattuta la casa Giacometti, considerata dai milanesi sono parole del senatore Giuseppe Capitani d'Arzago dirette a don Piero Colonna una delle più sacre dell'Urbe .
Siamo lieti di apprendere che il Governatore ha partecipato all'Istituto che il Comitato Urbanistico, investito dello studio della questione, ha espresso il parere favorevole ad una variante del piano particolareggiato di esecuzione della zona nella