Rassegna storica del Risorgimento

1814 ; INGHILTERRA ; TRECCHI SIGISMONDO ; MILANO
anno <1937>   pagina <524>
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Daria Blandra Treccili
concordi di tutti i firmatari, in epici giorni, nel voler salvata l'in­dipendenza del Regno Italico; senza, soprattutto, i Francesi. Alla s tessa lis t a aderirono ilPodestà Durini ed i Savi Municipali. '* Il seguente giorno 20 aprile ebbe luogo la ben nota e discussa dimostrazione contro il Senato davanti al Palazzo dello stesso. Naturalmente vi partecipavano in gran numero gli italici puri, nemici del Viceré, e quindi Confalonieri2) ed i suoi amici in prima linea. Come si sa la dimostrazione sortì l'effetto che si era proposto, perchè il Senato deliberò, sotto la pressione dei tumultuanti, la nota mozione: Il Senato richiama la Deputazione e convoca i Collegi elettorali . Quello stesso giorno 20 aprile vi fu il sanguinoso episodio dell'assalto alla casa del Ministro delle Finanze conte Giuseppe Prina e della tragica fine di lui. 3) Di fronte alla gravità della situazione e temendosi ancora il peggio, il giorno seguente, il Consiglio comunale della città di Milano, che aveva già con ripetuti proclami esortato alla calma la cittadinanza, ed a ciò aveva giovato anche l'opportuna chiamata alle armi della Guardia Civica, non sembrando più esistere alcuna Autorità superiore credette opportuno, viste le circostanze, di assumersi senz'altro l'esercizio del potere. Di qui l'importantissima riunione del 21 aprile durante la quale il Consiglio provvide a gravi deli­bere quali l'istituzione d'una Reggenza di Governo e l'invio
di ambasciatori ai comandanti le forze militari degli Alleati che d'ogni parte oramai premevano su ciò che ancora restava
libero del territorio del Regno.
1) Costituivano una specie di Assessori comunali, ed a quel tempo erano i seguenti: GiuHni Cesare, Tristani Giovanni, Bolognini Alessandro, Londonio Carlo, Brambilla Cesare, Arese Marco.
-0-8) Vedi il noto opuscolo anonimo stampato a Parigi nel novembre 1814 inti­tolato Sulla Rivoluzione di Milano seguita nel giorno 20 aprile 1814 e risultato poi essere di Leopoldo Armaroli di Fori), Senatore del Regno Italico. E noto come il Con* faioii ieri per difendere il suo contegno, sia durante la dimostrazione al Senato, come durante il susseguente assalto alla Casa del Prina, stampò la famosa Lettera ad un amico in data 15 marzo 1815. La lotterà si trova anche in calce alla 2a edizione del­l'opuscolo citato Parigi 1814 essendo una confutazione della Memoria dcll'Arniaroli.