Rassegna storica del Risorgimento
1814 ; INGHILTERRA ; TRECCHI SIGISMONDO ; MILANO
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1937
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531
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Milano e gli Inglesi nel 1814 531
azione dei magistrati e la fallace opinione di questi che la nazione non sappia conoscere i suoi veri interessi pongono incaglio alla ricerca del voto pubblico in modo legale. A voi pertanto generoso rappresentante di magnanima nazione ci indirizziamo con spontanee sottoscrizioni, unico mezzo di cui possiamo prevalerci onde supplicarvi di porgere una mano possente ad un popolo leale che pur brama quella felicità che vediamo già risplendere su tante altre nazioni. Sì, una costituzione liberale quale è la vostra, un1 indipendenza di territorio abbastanza vasto che ci rende ragguardevoli presso gli altri Governi e la libertà del nostro commercio sono le dimando wnan"i e sincere che vi fa questa ormai troppo male avventurata parte d'Italia che spossata da lunghe guerre e resa infelice anche frammezzo alle inesauribili sue ricchezze territoriali sospira ardentemente di risorgere all'antica sua floridezza e di stringere colla vostra nazione quei necessari rapporti di commercio che la stessa natura sembra aver fìssati all'Italia.
Antonio D urini -Podestà di Milano.
Milano, 20 aprile 1814 D
Munito di questo messaggio partì dunque all'istante il barone Sigismondo. Il tragitto si presentava, non privo di difficoltà, sia per la necessaria precauzione di evitare le truppe francesi od italiche che ancor fronteggiavano gli austriaci sulla linea del Po e che certamente non avrebbero ammesso il passo di un ambasciatore così extra-legale; sia per il fatto che una volta incontrate le truppe austriache al di là del Po, bisognava poter ottenere il permesso di proseguire attraverso l'Appennino, i cui passi eran tenuti dagli inglesi, e scendere a Genova dove, come sappiamo, il Bentinck aveva posto il suo quartiere generale.
H Come risulta dai verbali in modo indubbio la seduta venne tenuta il 21; la data del giorno 20 si può apiegare col motivo che si volesse mantenere quella stessa del giorno dei tumulti, come dall'allusione alla missione del Senato in favore del Viceré; o che l'indirizzo, preparato il 20, aspettasse l'adesione del Consiglio, che si riunì appunto il 21, prima di essere inviato a destinazione.