Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <559>
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Dall'eccidio di Bcilul alla questione di ìiahuita 55
tuttavia, consapevoli del come aspre fossero le nostre rela­zioni con la terza repubblica, per la politica che questa veniva svolgendo in Tunisia, alla vigilia del Bardo, e come, quindi, si venissero facendo sempre più amichevoli i rapporti fra Londra e Roma, temevano i diplomatici parigini che il nostro consolidamento a nord di Obock potesse divenire un osserva­torio britannico, più che italiano, della politica francese nel­l'Africa orientale e nell'impero etiopico.
Concorde con la Francia era il Regno Unito nel vedere sfavorevolmente, in apparenza almeno, che ampliassimo e rafforzassimo la nostra occupazione di Assab. Le ragioni, che abbiaci già vedute, e per le quali esso ci contrastava, passo per passo, il consolidamento, fosse pur commerciale, in quella località, si accrescevano oltre ogni credere, dopo il nostro trattato con Berehan, sia perchè, estendendo la superficie della nostra colonia verso la regione meridionale del Mar Rosso, potevamo avere una più diretta partecipazione alla navi­gazione di questa importante via tra l'occidente' e l'oriente, sia perchè si rendeva più difficile al Foreign Office resistere alle pressioni del Cairo, affinchè intervenisse in suo favore contro di noi. E lavorare alla corte kediviale ai danni d'Italia, quando per l'Inghilterra cosi necessario avere sulla costa orientale dell'Africa, una potenza amica, piccola sì, ma sicura tanto contro la Francia, quanto contro i turbolenti popoli del Sudan e dell'impero etiopico, era errore imperdonabile da parte di consumati colonialisti e statisti. Chiudere le orecchie ai lamenti egiziani era non meno pericoloso per la scottante questione economicapolitica che di giorno in giorno si faceva più grave, specie per la rivalità con il Quai d'Orsay.
anglo-francati e nelle germaniche si voleva compendo per Tunisi, e si avviassero nel Max Rosso. Gli italiani m-ll a Tripoli tunia erano, per l'ambasciatore francese, un pericolo per la politica coloniale francese elio mirava, fin d'nllorn, ad accaparrarsi l'Africa equatoriale e le regioni dell'Hinterland tripolino, per le craali passavano le vie caro­vaniere, che il bacino del Niger e quello del Ciad collcgavano con il Mediterraneo. (Documento diplomattques Francai*, op. cit serie I. voi. Ili, doc. 369, pp. 351, 352).