Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
<
1937
>
pagina
<
565
>
Dall'eccidio di Beilul alla questione di Raheita 565
Caduto il Cairoli, il Mancini dette un nuovo vigore al problema di Raheita che, più di quello di Assab, pesava sul nostro prestigio di nazione colonizzatrice. Poiché il Ministero delle Indie aveva proposto, che della questione fosse deciso sul luogo da una Commissione inglese, egli ordinò al Menabrea di far comprendere al Foreign Office come P Italia non avrebbe mai potuto sottostare ad una situazione, che, di fronte agli indigeni, l'avrebbe collocata, non solo al rango dell'Egitto, ma ad uno inferiore. Ed il nostro ambasciatore a Londra ebbe, per la prima volta, una parola proporzionata alla nostra dignità, offesa da quella specie di tutela, in cui volevasi in Inghilterra tenerci nelle nostre modeste aspirazioni coloniali.
Feci osservare ne scriveva il 4 settembre 1881, al Mancini, che la occupazione fatta dagli inglesi della piazza dì Aden erasi compiuta in condizioni analoghe a quella di Assab per parte nostra: imperocché non si poteva negare che i Turchi comandavano nelle vicinanze di Aden, e l'Inghilterra, quando occupò quella stazione, si era assai poco curata della loro asserita sovranità. Soggiunsi esservi, altresì tra lo stabilimento inglese ed il nostro, una differenza sostanziale: Aden è piazza forte di primo ordine, mentre Assab non è che una stazione commerciale.
Il Granville dovette sentire qualcosa in questo fermo linguaggio, se mostrò al Menabrea una serietà maggiore di quella con cui abitualmente ne ascoltava, per questo riguardo, le ragioni. Ed il nostro ambasciatore le ripetè, in Walmer Castle, ove egli era ospite gradito, al Gladstone, venuto a trascorrere il tòeek end nella sontuosa dimora del suo Ministro degli esteri. Il vecchio amico dell' Italia replicò agli argomenti del Menabrea, che i turchi avevano bensì protestato contro la occupazione inglese, ma il Governo della Regina non si era arrestato a queste difficoltà. Dunque, gli risposi Ella considera la pretesa sovranità del Sultano in quelle regioni, come quella che si attribuiva al Papa, sulle nuove terre da scoprire, quando dava alla Spagna quelle ad occidente, al Portogallo quelle di