Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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567
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Ralieita 567
alla propria attività coloniale, non avrebbe mai potuto permettere che la sua dignità venisse gravemente lesa da un atto arbitrario di funzionari egiziani. Questa somma di considerazioni fu diplomaticamente riassunta dal Mancini, nel telegramma, inviato il 16 agosto al suo rappresentante al Cairo:
Non comprendo egli diceva perchè i commissari egiziani abbiano preso, per recarsi da Beilul a Massaua, la via di Raheita. Ad ogni modo confidiamo che essi si siano astenuti, in questa località, da ogni atto che possa turbare lo statu quo a danno delle nostre ragioni su Assab.
Se il nostro Ministro degli esteri aveva tenuto un linguaggio corretto, per quanto energico e pieno di significato, l'onore della nostra bandiera era stato tutelato dal comandante Frigerìo. Il quale, già sdegnato della maniera a noi offensiva, con cui si era chiusa la faccenda di Beilul,, era scattato quando aveva udito che la Commissione egiziana, andando a Raheita, voleva offendere, un'altra volta, il nostro paese. Egli aveva dichiarato a Rouchdi pascià ed ai suoi amici che si sarebbe opposto allo sbarco di soldati egiziani a Raheita, turbando lo stato di cose, che era stato regolato da un accordo fra quel Sultano e il rappresentante del Governo italiano. Due navi da guerra erano in quelle acque: il Fieramosca ed il Rapido: il nostro comandante fece comprendere a quei Signori che, nel caso estremo, i cannoni avrebbero tuonato; responsabili i funzionari egiziani di ciò che sarebbe potuto accadere. La sostanza di questo colloquio il Frigerio espose, appena inviò al Ministero degli esteri lo svolgimento del processo di Beilul, e la ripetè in forma più concisa, ma ancora più efficace, al Mancini, il 2 dicembre 1881, quando fu richiamato a Roma per dar conto più esatto del suo operato:
Quantunque io creda scriveva che dopo il lungo tempo trascorso e dòpo le ulteriori trattative con il Governo egiziano la mia
l) LiBro Verde, Incidente di Raheita, op. cri.
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