Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <576>
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576 Eugenio Passamnnti
Menabrea, il 3 settembre esponeva il punto di vista del Foreign
Office, in modo inequivocabile:
I potateci crai that we had anticipateci the request òf the Italian Government, ìrat with this distinction that our advice was not asso­lute; it was only that the Egyptians shoold remain quiet for the presenta and thus give time for the carerai discussion of the suhject.
E confermava al suo rappresentante in Roma le norme, alle quali doveva attenersi, ricordandogli, da un lato, come fosse fondato il risentimento italiano verso il Governo egiziano per l'atroce farsa dell'inchiesta di Beilul, dall'altro, il desiderio, cke le migliori relazioni continuassero ad esistere fra Roma e Londra.1} Ad agevolare la sua condotta, al Granville era stato trasmesso pochi giorni prima, un lungo rapporto del Mac-donell, sopra un colloquio avuto il 27 agosto 1881 con il Malvanor questi lo aveva assicurato che il Governo italiano non considerava Raheita come ad esso appartenente; non solo non aveva alcuna pretesa di conquista e di dominio sul sul­tanato di Berehan, ma lo rispettava, quale stato indipendente. Per siffatta qualità, la bandiera egiziana non vi aveva mai sventolato, né vi era attualmente issata e perciò infondate erano le pretese del Governo kediviale di sbarcarvi truppe ed affermarvi una inesistente signoria. ** Il Ministro del Foreign Office poteva quindi con piena sicurezza agire da moderatore nella questione di Rabeita, dimostrando il buon diritto del­l' Italia, tanto più che i primi avvertimenti non erano stati
1) Blue Boolt, Assab, op cit;, doc. 93, p. 83. A tanta resipiscenza in nostro favore aveva avuto parte, oltre che la condizione speciale del momento storico, in cui venivan prendendo la mano nelle cose di Egitto i nazionalisti, con non poca preoccu­pazione del Foreign Office e la Francia, inorgoglita del Bardo, minacciava gli interessi inglesi al Cairo, il fatto che il Gladstone fosse a capo del ministero britannico. n General Menobrea aggiungeva il Granville al Macdoncll spoke of the excel-leni unclerstanding which had exiBted between the two countries, sincc the acecssion of Mr. Gladstone to power, and of the cofcdialifcy, with wliich the Italian Govern­ment had cooperateci withus in every question whichhad ariscn. "I told his Excel-lency that he must be perfeety awure of the feeh'ngs entextained by Mr. Gladstone and myself t owardtr Italy, and of our desire that thè beat possiblc relation should exist between the two countries. {Blue Book, Assab, op. cit., pp. 83, 84).
2) Blue Book, Assai, op. cit., doc. 9-1, p. 84.