Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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584
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584 Eugenio Passamontì
egiziane, fondate stilla sua dichiarazione fatta al Governo kedi-vialeeda Roma fatta recapitare da quello mglese,siineontrò con il Branchi per dimostrare la falsità del documento presentato da Fakhry pascià. La quale aperta falsificazione Berehan dimostrò in modo irrefragabile. La lettera, che egli avrebbe rilasciata alle autorità del Cairo, era munita di sigillo : orbene, egli dichiarò al Branchi: che fino agli ultimi tempi non aveva posseduto alcun sigillo e quello che (aveva) attualmente gli (era stato) regalato due anni prima dal comandante Amozaga. Il documento, invece, fornito a suo carico dal Fakhry pascià, risaliva al 1871. Inoltre Berehan aggiunse che, se il Governo kediviale avesse delle ricevute firmate da lui a saldo della annua pensione, le avesse pure prodotte: Che se però queste continuò fossero soltanto sigillate, esse sono certamente manifatturate da Naib Idriss, il quale anzi varie volte cercò di prevalersi della mia buona fede per trarmi in inganno . Egli ben sapeva che questo principe aveva un sigillo con il nome di Berehan: in una sua visita a Raheita, glielo aveva presentato e voluto regalare, ma ne aveva ottenuto un rifiuto. A completamento della sua buona fede, il sultano di Raheita esibì la risposta che aveva inviato al padre Sapeto, nel settembre del 1880, quando questi gli aveva obbiettato, alle sue profferte di amicizia e di protettorato all' Italia, le voci che correvano della sua dipendenza dall'Egitto:
Quant à la pension que le pacha prétend que je recoive depuis longtemps, c'est un mensonge: moi, je n'ai jamais accepté des Egyptiens ni pension, ni pavillon. Ce sont eux qui ont voulu que je le fasse, mais moi, j'ai tonjours refusé. Je prenda serment sur le Coran que mes paroles sont vraies.
Sarebbe errore grande prendere per oro di coppella tanto le affermazioni di Berehan, quanto quelle egiziane. In realtà al Cairo si era sempre preteso che il dominio del Kedivè si
1} Branchi a Mancini, il 1 novembre 1881, annesso 2 (Libro Vérde, Inciderti* di Raheita, op. cit..).