Rassegna storica del Risorgimento

BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno <1937>   pagina <587>
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Ralieita 587
giuoco diplomatico, in quel volgere di tempo, per il predominio del Mediterraneo, e per la soluzione della gigantesca questione orientale.
IT. I
Ad una diretta intesa angloitaliana per risolvere lo spi­noso problema di Assab, aveva pensato da tempo il nostro Governo. Dato che, per le note ragioni, al Cairo si erano irri­giditi sul principio della intangibilità del diritto sovrano sulla costa occidentale del Mar Rosso, e data la indiscutibile influenza inglese sull' Egitto, non era possibile trovare altra via d'uscita per l'Italia, che ricorrere alla potenza europea più interessata a tutto l'equilibrio di quei mari, e più ascoltata alla residenza kediviale. Vera stato inoltre un grave motivo, che aveva sospinto il Mancini a prendere questa via di accomodamento. Il Bienenfeld ed il Branchi non gli avevano taciuto che, più di una volta, alle iniziative economiche italiane aveva fatto ostacolo il residente inglese di Aden, sia che agisse di propria volontà, sia che obbedisse a segreti ordini del Ministero delle Indie, gelosissimo del Mar Rosso e dei suoi sbocchi e, non di rado, per questa intransigenza, in conflitto con lo stesso Foreign Onice. H Mancini comprese che bisognava impedire la conti­nuazione di un siffatto stato di cose: e volle che le autorità britanniche vedessero nelle italiane non rivali, ma cordiali collaboratrici. Ed approfittando delle preoccupanti condizioni interne egiziane, che erano ben note agli anglosassoni nel Cairo ed in Aden, egli fece proporre dal Menabrea al Granville un modus-vivendi fra il Branchi e il Looch che mentre: (fosse) pegno della lealtà nostra e guarentigia dei legittimi interessi britannici, assicurasse) in modo preciso al nostro possedi­mento il favore dei funzionari inglesi e dello stesso Governo della Regina .1J Questo progetto constava di tre elementi.
l) Libro Verde, Assab, op. cit., il Mancini al Menabrea, 8 giugno 1881, doc 57 p. 61.