Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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589
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DoWétidìo di BeiluI alla questione di liaheito 569
si fosse potuta fare una simile affermazione.1} Un tanto prolungato silenzio aveva destato il risentimento del Mancini, che per ragioni di politica esterna ed interna aveva bisogno di poter affermare che 1' Italia poteva contare, nel problema coloniale, sopra l'appoggio inglese. L'inchiesta prima di BeiluI lo aveva dimostrato,ma,non quanto sarebbe stato desiderabile: l'incidente di Raheìta, proprio di quei giorni, non aveva ancora chiarito il contegno britannico. Ed il suo contrappunto il ministro della Consulta esprimeva al Menabrea in un modo, che richiedeva per il nostro paese le più. legittime soddisfazioni.2) Questo il Mancini scriveva il 25 agosto 1881: e la sua lettera si incrociava con un'altra che il Menabrea gli inviava, dopo un lungo colloquio avuto con il Granville. Il qiiale, il 19 agosto, aveva dichiarato al nostro ambasciatore che, in seguito a matura deliberazione con il Ministero delle Indie, era venuto alla conclusione che la proposta italiana del modus vivendi era inaccettabile per l'Inghilterra. Esso conteneva,implicitamente, il riconoscimento della sovranità italiana in Assab; ed il Governo della Regina non poteva discostarsi dalla linea di condotta seguita, per la quale la sovranità legittima della costa occidentale del Mar Rosso apparteneva, senza alcuna possibilità di discussione, al Sultano, e, per lui, al Kedivè. Il Regno Unito non poteva concedere che questo principio potesse
3) Atti Parlamentari, legislatura XIV, sessione I, Discussioni. Seduta del 28 ghigno 1881; Blue Boak, Assab, cit., doc. 81, annesso 1, p. 76, Fakhry pascià al Cokson.
2) Noi ci eravamo lusingati scriveva il Mancini d'aver dato pegno irrecusabile dei nostri propositi, e di avere eliminato ogni ragione di esitazione. La proposta, che noi presentammo, di un modus vivendi che, una ad una, appagasse tutte le legittime esigenze e dissipasse tutti gli scrupoli del Governo della Regina nell'interesse dei suoi domini indiani, era tale, che avrebbe dovuto, così noi speravamo, essere accolta con sollecitudine e con compiacimento. Invece finora altro cenno non ci è pervenuto, tranne l'avvertenza che la proposta nostra forma oggetto di stadio presso Ù Ministero delle colonie. Noi non contrastiamo, a questo riguardo, che debba lasciarsi in materia, -cosi complessa e delicata, ogni desiderabile agio, per la determinazione delle specifiche e precise condizioni. Ma ci sembra che un avvertimento di massima avrebbe potuto essere pra pronto, come quello che doveva essere, a nostro avviso, il naturale corollario della franchezza nostra, e della in Lima amicizia che unisce fra loro i due governi. (Libro Verde, Assab, cit., doc. 66, p. 85).