Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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624
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624 Ranieri Mario Cassar
Non bastano le frasi ul LisoanuI i por giustificare un voto* La min famiglia, diate il Capitano* segue la bandiera dell' Austria già da due secoli. E cb*è perciò? La seguirono milioni facendo più di lui e della sua famiglia, morendo sui campi di battaglia senza fame tanto chiasso.
Non basta gridare a squarciagola, io non posso dir pane al pane, ma ecco la mia bandiera. Gli è imo stratagemma codesto di spiccare un salto dal campo dei puri interessi In quello della politica per potere, se gli avversari ti seguono, prenderli pel guinzaglio e trascinarli...
Chi è Capitano provinciale devo seguire quella bandiera, ma, seguendola, deve aver tanto senno politico da poter in pori tempo attendere al suo grave compito di custode degli interessi provinciali.
E questo senno il Capitano non l'ebbe, e lo proVa la deliberazione dietale.
Tre italiani di meno nella nostra dieta non possono dirsi un vantaggio per un Impero qua! si è l'Austria, e sarebbe una parodia il sostenerlo, ma tre alavi di' piò in questa dieta sono un danno per La provincia,
E di evitare questo danno era compito del capitano. Lo ba egli fatto?
La risposta la ebbe pronta dai suoi elettori.
All'accusa mossagli, ch'egli aveva agito contro il suo mandato, egli rispose, ohe mai disertò la bandiera austriaca. Ma la risposta non quadrava. Una delle due. 0 il Capitano, avuto sentore prima della seduta, che nella protesta degli elettori lo si accusava di diserzione, e non pensando all'innocente diserzione del corpo elettorale, preparò la risposta, che in sedata non ebbe la prontezza di adattare all'attacco. E prese quindi un solenne granchio. 0 egli volle coprire il suo voto col noli me tangere della bandiera e ne abusò.
In tutti due casi il Capitano era affatto fuori di argomento, e il Vice-capitano Doliac, che durante quel discorso aveva assunto la presidenza, avrebbe dovuto chiamarlo all'ordine.
H 20 gennaio, sempre in merito alla seduta della Dieta provinciale del 3 gennaio, il barone de Kiibeck scriveva al luogotenente in Trieste barone de Kellersperg:
TX. 2/110 P. P.
Illustrissimo Barone l
Con riferimento al mio rapporto riferentesi olla seduta dietale del 3 di questo mese mi permetto di portare a conoscenza di Vostra Eccellenza, che mi sono trovato indotto, in seguito all'articolo goriziano riportato da II Tempo di trasmettere al Podestà l'accluso scritto.
Con ciò mi permetto ancora di aggiungere, che sarebbe assai difficile di prendere in considerazione altro misure contro il Favctti, perchè, lo stesso, contro ogni disposizione disciplinare del podestà ricorrerebbe al consiglio comunale e questo, come è oggi composto, accoglierebbe il ricorso.
In quel caso bisognerebbe prendere delle misure estreme, cioè sciogliere il con* sigilo; ma, per questo motivo, le nuove elezioni porterebbero, quasi con certezza, uno consimile, perciò tale misura non sarebbe consigliabile.