Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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625
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Gorizia ottocentesca, ecc. 625
Ed ecco il contenuto della lettera, sopraccennata, diretta al dottor Luigi Visini, i. r. Consigliere d'appello, in allora podestà di Gorizia:
N. 2 p. p.
Illustrissimo Signor Podestà !
Come è noto a V. S. I. avvenne nella seduta della Dieta provinciale tenutasi li 3 corr. che durante il discorso finale del relatore deputato don. Doliac nel pubblico si fece sentire una voce che si permise ripe Ultamente delle interlocuzioni, di cui una diretta contro alcune asserzioni personali dell'oratore, il de Doliac aveva avuto la taccia tosta di proclamarsi italiano per nascita, per sludii, per inclinazione ma dal pubblico era partita l'osservazione: No, no, non è vero , che il de Kubeck attribuiva al Favetti mentre l'altra, principalmente avendo riflesso a) modo Ironico in coi venne pronunciata, era offensiva per alcuni membri della Dieta . Anche questa si riferiva alla perorazione del de Doliac. Quando egli aveva asserito, che anche gli slavi si sentivano capaci di mandare alla dieta chi sapesse rappresentarli, una voce nel pubblico aveva soggiunto: Sì, i pretori, cioè l'aggiunto di pretura Winkler portavoce del suo capo ufficio de Kubeck.
Tali interlocuzioni certamente urtano contro il decoro tanto della Dieta che del pubblico; esse sono tanto più gravi inquantochè ne possono nascere maggiori disordini e scandali.
Quando però siffatte interlocuzioni sortono dalla bocca d'un pubblico funzionario, che dannose conseguenze, ne possono risultare? e dove resta il rispetto del pubblico dovuto alla rappresentanza provinciale? Fino a dove si lascieranno trasci- -nare i meno colti, quando un pubblico funzionario mette in disparte, nonostante la propria educazione pio. elevata e la carica che riveste, il rispetto al luogo, in cui si trova?
Ella Illustrissimo signor Podestà ebbe la compiacenza di farmi conoscere, allorquando pochi giorni dopo ebbi l'onore d'intrattenermi seco Lei sull'argomento esserle noto, da fonte degna" di tutta fede, che la voce, di cui più sopra feci cenno, era quella del Segretario presso il Municipio di Gorizia Carlo Favetti, che Ella trovò di redarguirlo verbalmente di questo suo contegno ingiungendogli d'astenersi di tali interlocuzioni, a scanso di un divieto in iscritto d'intervenire alle sedute della Dieta provinciale. Questa comunicazione mi fu assai gradita, perchè me ne vedevo sollevato dal penoso obbligo di formarne oggetto di rapporto e di relative scritturazioni. Sperai che con ciò il tutto potesse essere portato al suo termine. Siccome però, negli ultimi giorni, un corrispondente del giornale 17 Tempo fa risaltare le interlocuzioni del segretario Favetti, come se fossero più che-giustificate, mi dispiace assai di dover abbandonare il mio proposito e di essere costretto, dal mio dovere d'ufficio, di portare a cognizione di Sua Eccellenza il signor Luogotenente il biasimevole contegno del Favetti.
JSfel mentre mi pregio di darne partecipazione a V. S. Ill.ma, La prego di accogliere l'espressioni: della più sentita e più alta stima e pari considerazione con'eui ho l'onore di essere, di Lei Hl.mo signor Podestà, dev. Suo
Gorizia. 20 gennaio 1866.
Kubeck.