Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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626
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62<) Ranìari Mario Cassar
L'ignobile commedia a base d'ipocrisia, inscenata dal favoreggiatore dell'elemento slavo in danno dell'italianità di Gorizia, con la nota al podestà dott. Visini, doveva avere, come vedremo più innanzi, catastrofiche conseguenze per il patriotta Carlo Favetti.
H 7 marzo, perveniva al de Kùbeck, da parte del Ministro di Stato Belcredi, una lettera di plauso (n. 1314 St. M.) per lo zelo con cui aveva saputo sopraffare l'.elemento italiano.
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Un'elezione suppletoria, avrebbe dovuto portare nel Consiglio comunale delle persone care al barone de Kùbeck, ma questi invece aveva subito un'amara disillusione vedendo spuntare il dott. Giovanni Rismondo, Giovanni Periz detto Rosso, proprietario della locanda Alla Stella d'oro , e Giacomo Grignaschi.
Ma ecco come il de Kùbeck spruzzava il suo fiele, dopo lo scacco subito, con una lettera (n. 214 P.) diretta, il 12 aprile, al luogotenente in Trieste:
Il geometra Antonio Streinz, consigliere comunale di Gorizia e membro della amera di commercio ed industria, si è dimostrato in parecchie occasioni nemico del regime austriaco. Il suo comportamento nel Consiglio comunale è noto anche a codesta Luogotenenza.
Egli fece la proposta nel Consiglio comunale di elargire un importo di danaro por le festività a Dante in Firenze. Non lascia passare occasione per dimostrare i suoi sentimenti ultraitaliani e di procurare, rasentando i limiti della legalità, dei grattacapi al podestà. Del resto è un uomo fattivo, ma è uno strumento adatto nelle mani del Favetti.
Contrastò la lista dei consiglieri proposti dal governo, nelle elezioni del 10 e dell'I 1 di questo mese, sostando nell'atrio del Municipio assieme al dott. Emilio Nar-dini ed a Michele Brasa, distribuendo schede di votazione col nome dei candidati avversari, ciò che provocò la misura di far mettere tre guardie di polizia nell'atrio.
Avendolo io stesso visto nell'atrio,lo ho redarguito ed anche minacciato di fargli togliere la patente di perito giurato, svergognandolo col dirgli di fare il bracco per un candidato, quale il Periz, già due volte condannato per offese alla Maestà Sovrana.
Il de Kùbeck chiude il suo scritto proponendo alla luogotenenza di non servirsi più del perito Streinz né a Gorizia, né in tutto il Litorale, e tanto meno di adibirlo più oltre ncU'uBìcio distrettuale.
Nel mentre il de Kùbeck, non potendo ingoiare l'amara pillola della sconfitta subita dai suoi beniamini nelle elezioni comunali, stava minando il Consiglio comunale, avveniva l'inaugurazione della sala consigliare, nel nuovo palazzo comunale in Via del Giardino (poi Corso Verdi), il giorno 30 aprile.