Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <627>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 627
Neil ampia sala, colle pareti a marinorino avente una galleria pensile per il pubblico, dal soffitto con gli stucchi di Giambattista Martinuzzi da Tolmezzo e dei fratelli Elia da Ronco di Gemona, piccava, quale Nume tutelare, il busto di Dante del Menesini, sorto per la deliberazione presa nella seduta consigliare del 12 gennaio 1864. Undici giorni dopo quell'inaugurazione il Consiglio comunale veniva sciolto, perchè giusta il Decreto luogotenenziale 640 P. del 10 maggio che aveva già avuto l'approvazione del ministro BelcredL il 7 maggio (n. 2609) non corrisponde agli interessi della fedele città di Gorizia. Si ricerca di comunicare un tanto ai consiglieri. Il Podestà resti in carica per l'amministrazione.
Lo scopo delle nuove elezioni è di provocare l'allontanamento del segretario Carlo Fa vetri, contro il quale vi sono motivi sufficienti per un'inchiesta disciplinare .
Il de Kubeck era passato al contrattacco, che, un caso fortuito e gli eventi che si stavano maturando, dovevano dargli la soddisfazione ch'egli voleva ottenere ad ogni costo.
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Una nota (n. 2317 B. M.) del Ministero della polizia, al luogote­nente barone de Kellersperg, così esponeva la situazione del Partito d'azione, il 7 aprile:
In merito agli avvenimenti in Italia, è qui giunta una comunicazione confiden­ziale, che contiene i seguenti dati.
Il Partito d'Azione si arma, il capo dello stesso Cairoli è ammalato, Caldesi occupa il suo posto. Questi dovrebbe essersi già messo d'accordo col ministro Chiaves in Firenze.
I ruoli, stati confiscati al Partito d'Azione in Livorno, Bergamo e Genova, per l'armamento di cinquemila uomini con fucili, cartuccere e munizioni, gli vengono novamente messi a disposizione e permesso l'invio dì messi segreti di franchi tiratori a Brescia, Milano, Cremona, Parma e Ferrara.
Ciò tutto, avviene d'accordo con il capogabinetto del Ministro degli interni. Mister de la Trebonnais in Londra deve avere già avuto il danaro per l'acquisto di cinquemila fucili ed aver ricevuto altre ordinazioni. I ruoli e le nuove spedizioni d'armi vengono avviati a Ravenna, dove deve prenderli in consegna un certo Cai-legari. Sembra che il Partito d'Azione non abbia l'intenzione di contrabbandatele armi in Austria; Garibaldi invece deve essere intenzionato, allo scoppio della guerra tra l'Austria e la Prussia, d'indire una rivista di tiratori nella valle del Po, d'orga­nizzare, come due anni fa con la scusa del tiro a segno, bande di franchi tiratori, i quali, col pretesto di frequentare quali ospiti i bersagli, si raccoglierebbero in certi lunghi, onde entrare in funzione.
Codesta manovra prese già due o tre anni fa cosi grandi dimensioni, che alTallora governo torinese, riuscì con grande fatica di frenare l'agitazione.