Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <628>
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Raniari Mario Cassar
Il Partilo d'Azione è inoltre i nt Anzio li" I o. allo scoppio della guerra, d i a rmure av i da pi ritti, le quali nel More Adria lino, avrebbero il compito di produrre dei danni olla marina mercantile austriaca ed al Lloyd. Quella flottiglia del Partito d'Azione, dovrebbe essere equipaggiata da circa cento franchi tiratori ed uscire da Ravenna.
I membri del Comitato veneto conferiscono diligentemente con i membri del Partito d'Azione quali Caldesi. Capello, Callcgari e Chiassi e viene loro lasciata mano libera sotto gli auspici del governo.
Lo stesso Ministero faceva pervenire, al direttore di polizia in Trieste Giovanni Krauss, uno scritto (n. 2798 B. M.) del 27 aprile di questo tenore:
E qui giunta una nota del seguente contenuto. Al diciotto di questo mese, col treno del pomeriggio dell'Italia, è giunta a Gorizia la possidente contessa Larisch, in compagnia del suo maggiordomo Vitali ani. ed è stata sabito complimentata dai noti Italianissimi di Gorizia, tra questi il dott. Rismondo, il dott. Nardi ni, Pietro Favetti e il gioielliere Petrarca. Mentre la contessa, accompagnata dal dottor Rismondo, si faceva condurre in citta, il Vi tuba ni si avvicinava ad un coupé del vagone di terza classe e diceva ad un uomo, dall'aspetto di servitore, che stava per scendere: Domani ritorni . Quell'uomo attendeva la partenza del prossimo treno verso Trieste, col quale appunto se ne partiva. Quel viaggiatore scese a Mònfalcone. S'intrattenne colà alcuni minuti con un individuo, che lo attendeva, vestito come un contadino italiano, al quale prima di congedarsi consegnò un piccolo pacchetto avvolto in un fazzoletto colorato. Il viaggiatore sali quindi novamente nel coup/!* lo abbandonò olla stazione di Grignano, senza farvi piti ritorno.
II diciannove del mese, quindi il giorno dopo, il noto dott. Visentin! da Trieste si faceva condurre a Mònfalcone da un certo Dottori e ritornava la sera a casa sua Per quale scopo egli abbia intrapreso quel viaggio a Mònfalcone non si sa, certo è però che già a mezzogiorno del giorno 20 vennero letti, in certi locali dove si rac­colgono gli Italianissimi, dei proclami firmati dai capi dei franchi tiratori, che si trovano in Brescia, Cella, Ferrucci e De Menis, coi quali s'invita la gioventù italiana di voler cooperare validamente alla presupposta vicina nuova guerra di liberazione.
Tali proclami circolarono, nello stesso giorno, anche tra gli Italianissimi di Gorizia, dove il Vitaltani e la prenominata contessa vi rimasero.
Dalla concomitanza di queste circostanze, l'estensore della nota giunge albi conclusione che il Vitaliani dovrebbe essere quegli che importò i proclami dall'Italia e che vennero distribuiti tra i compagni di fede in Gorizia e in Trieste.
Ricerco la S. V. di fare immediatamente i relativi rilievi per la constatazione di queste notizie e di comunicarmi, al più presto possibile, il risultato e le eventuali disposizioni prese.
Osserviamo che sul conto del dott..ing. Ra (Facile Visentin! (Vicentini) di Trieste il Ministero della polizia (n. 801) ricercava, il 9 febbraio, di volergli comunicare quale era stato lo scopo del colloquio avuto in Mòn­falcone dall'ingegnere con la signorina emigrata Valentinis. Il 3 marzo egli aveva pure avuto un colloquio col conte Ooimo Valentinis, ciò non poteva che aumentare i sospetti sul suo conto, che nutriva la polizia.