Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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629
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Gorizia ottocentesca, ecc. 629
H 21 maggio, il direttore della polizia Kraus cosi (948 Ris.) riferiva al presidio del Ministero di polizia:
In obbediente riscontro ni decreto del 27 del m. s. n. 2798 B. M. mi pregiò comunicare, clic, dai rilievi fatti, la contessa Larisch ed in sua compagnia il suo scudiere Vitaliani, sono realmente giunti a Gorizia il diciotto del mese. Essa era attesa alla stazione dal dott. Bismondo e dal segretario municipale Carlo Favetti* ove pure si trovavano, come sono soliti a farlo, alcuni appartenenti al partito ultraitaliano, tra cui il dott. Emilio Nardini, il segretario della Camera di commercio Nicolò Pellegrini. La contéssa Larisch venne accompagnata dal dott. Rismondo nella di lei villa, situata nella via che conduce a Salcuno.
Che a Gorizia siano stati messi in circolazione dei proclami portanti le firme di Galla, Ferrucci e De Menis, non è stato possibile accertare nonostante le diligenti ricerche fatte fare da parte del capo del distretto, consigliere di luogotenenza barone de Kubcck.
Invece è stato comunicato al predetto Consigliere di luogotenenza, da fonte degna di fede, che da parte del Comitato' Veneto sia giunto il consiglio d'influire su' quella popolazione di mostrarsi possibilmente passiva, perchè in caso contrario, i piani del governo italiano, il quale ha in vista la parte migliore dei paesi italiani, potrebbero venire scoperfi;
Per quanto riguarda il Vitaliani, lo si vede spesso in caffè Dell'Agata e nella locanda Pfciffcr (Faifer) in compagnia di gente, egualmente nemica al governo, nonché di bevitori buontemponi quali Giovanni Favetti detto Mago, Zhuk (Marino Zucchi), Pinausig (Giuseppe) e simili.
I discorsi del Vitaliani, il quale è sotto una stretta vigilanza, s'aggirano a tut-t*altro che alla politica ed egli viene spesso preso in giro dai suoi compagni di tavola,
Ci5 non pertanto sembra come mi partecipa il consigliere de Kiibeck con la sua nota del diciassette di questo mese di non potere escludersi la probabilità e questo lo comproverebbero parecchi punti d'appoggio che il Vitaliani dovrebbe essere l*intermediario tra gl'italianibsimi del luogo e l'Italia, rispettivamente Firenze.
Anche la ricerca dei predetti proclami qui a Trieste non diede alcun risultato. "Del Testo non è nemmeno da sognare che gl'italianissimi di qui, con la loro prudenza e precauzione, abbiano di farsi vedere a leggere, nei luoghi pubblici da loro frequentati, dei proclami d'alto tradimento.
Circa lo scopo del viaggio intrapreso dal dott. Vicentini, il giorno diciannove a Monfalcone, e se è stato veramente effettuato, nulla fu possibile d'apprendere.
II barone di Kiibeck nella sua comunicazione al Krauss, il 17 maggio, gli partecipava che non già il dott. Pajer ma bensì il Vitaliani, aveva accompagnato, domenica scorsa, il dott. Rismondo a Trieste, com'egli s*era affrettato di telegrafargli.
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" 1/8 aprile com'è noto, dopo lunghe trattative veniva firmata a Berlino, dal principe Bismarcfc, dal conte Barrai e dal generale Govone il trattato d'alleanza offensiva e difensiva con la Prussia, con cui