Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <630>
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Ranieri Mario Cassar
veniva stabilito che l'Italia dichiarerebbe guerra all'Austria quando la Prussia avesse preso le armi e che nessuna delle due potenze potrebbe concludere la pace o l'armistizio, senza il consenso dell'altra. Questo trattato sarebbe stato considerato estinto, se entro tre mesi dalla data della firma la Prussia non avesse dichiarato la guerra all'Austria. H 15 aprile S. M. Vittorio Emanuele II firmava la ratifica del trattato.
I patriotti giuliani avuto sentore, per vie indirette, dell'imminenza della guerra cercarono in tutti i modi possibili di rendersi utili alla Patria.
Taluni varcarono in fretta il confine, altri stavano tentando di farlo, ma la polizia era più che mai alle loro calcagna, da ciò segnala­zioni, più o meno errate, talvolta, di sana pianta inventate.
Al Presidio della luogotenenza affluivano da tutte le parti le notizie, di cui diamo, in appresso, un piccolo saggio.
II 16 aprile (n. 656) veniva segnalato che il triestino Eugenio Popovich fungeva da segretario del Club democratico italiano. H 23 (n. 31) destava sospetto la richiesta fatta, per rilascio del passaporto, dal dott. Giuseppe Fabris-Basilisco il traditore di Guglielmo Oberdan col tramite della pretura poHtica di Albona; il 28 (n. 766) la direzione di polizia riferiva in merito alla fuga di Giusto Muratti e il 3 maggio (n. 803) a quella di Enrico Battistella, il 10 maggio Tommaso Luciani da Albona chiedeva un passaporto per l'Italia, ma il 23 invece se la svignava. Veniva segnalata la fuga di Edoardo Venezian e Michele Norsa, che, nove giorni dopo, il 4 giugno, venivano arrestati a Riva; nello stesso giorno venivano arrestati a Trieste, per sospetto
' di spionaggio, il pittore Giuseppe Gatteri e Gustavo Cimadori, che dieci giorni dopo venivano rilasciati.
Per ciò che riguarda particolarmente i patriotti goriziani ripor­teremo il testo di alcuni telegrammi cifrati. H primo è quello spedito dal barone de Kùbeck al direttore di polizia in Trieste, che dice testualmente:
N. 92't Bis. Dott. Rismondo e dott. Pajer oggi mattina con carrozza Gcnuizzi alla volta di Trieste l'attimo scende di solito (Alla) Luna.
Sorvegliare attentamente gli stessi dovrebbe essere utile allo scopo.
Come, abbiamo già appreso, invece del dott. Pajer era stato il Vitaliani, maestro di casa della contessa Larisch. (Francesco) Genuizzi era il noto commerciante in Piazza del Duomo,
Il 18 maggio, il Krauss chiedeva al barone Kùbeck:
N. 925 Riè. Sono veramente fuggiti Rismondo e Fuvetti. Immediata risposta telegràfica.