Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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634
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634
Ranieri Mario Cassar
H 7 giugno il luogotenente faceva rimettere i decreti di nomina ai neoeletti consiglieri comunali, i quali, alla loro volta, eleggevano a podestà il dott. Luigi Visini e ad aggiunti il dottor Federico Delia-bona e Giambattista Michclitsch.
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Da quanto, sino ad ora, abbiamo esposto risulta chiaro che 1 Austria, e per lei due dei suoi più feroci impiegati antiitaliani il barone de Buffa ed il barone de Kùbeck che ressero la pretura politica di Gorizia, voleva ad ogni costo ghermire il patriotta Carlo Favetti, ritenuto per il più pericoloso italianissimo goriziano.
Era dal '48 che l'Austria dava la caccia al Favetti, ma l'occasione propizia non si doveva presentare che nel '66.
Ed ecco cosa era avvenuto.
11-25 maggio era stato fermato, dagli agenti del Commissariato di confine in Peschiera, il vigilato della Polizia di stato Giuseppe Foraboschi da Moggio, al quale era stata trovata indosso una lettera diretta all'ingegnere Federico Comelli in Firenze, datata da Gorizia e sottofirmata Carlo.
Col tramite del Commissariato di polizia in Udine, la lettera perveniva il giorno 29 in mano del barone de Kùbeck, che non tardava a riconoscere, dalla scrittura, il suo autore nella persona di Carlo Favetti,
Dato il contenuto compromettentissimo della lettera diretta ad un ex collaboratore del Favetti per il Giornale di Gorizia uscito dall'I gennaio 1850 alla fine di gennaio del '51 il de Kùbeck lo faceva arrestare, alle ore 14 di quel martedì, mentre il Favetti se ne stava pacificamente nella sede del Casino dei commercianti ed industrianti, di cui n'era vicepresidente.
Un suo biografo, nella prefazione del volume di Prime prose in vernacolo goriziano di Carlo Favetti, edito nel 1893 da Domenico Del Bianco in Udine, così narrava la sua partenza da Gorizia: Fu posto in una vettura; due guardie gli si misero accanto e venne tradotto a Trieste. Toccante episodio! Il figlio maggiore, Giuseppe, che aveva allora 13 anni e che doveva più tardi morir nell'esiguo, vide per caso il padre in quell'istante e gli .gridò dietro: Babbo, dove vai?. Ma non ottenne alcuna risposta, ed il ragazzo piangendo corse a parteciparlo alla madre. Fu cosi che la moglie amorosa seppe l'arresto del suo dilettissimo Carlo. Quella notizia pose un vero lutto nel cuore dei migliori cittadini.
Contemporaneamente all'arresto del Favetti, il barone de Kùbeck ordinava ai suoi agenti di fare delle perquisizioni nell'ufficio e nella casa