Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <635>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 635
del Favetti e dei suoi compagni di fede Nicolò Pellegrini, segretario della Camera di commercio e d'industria, Francesco Pollencig, impie­gato provinciale, e dott. Edoardo Seitz, libraio.
H Favetti era stato condotto nella Casa d'inquisizione a Trieste e messo a disposizione di quel tribunale provinciale, il quale elevava contro di lui l'accusa di alto tradimento giusta l'art. 58 del Codice penale, punibile a mente dell'art. 59 dello stesso codice.
Il giorno appresso il de Eùbeck si afirettava di far pervenire al
predetto tribunale gli oggetti sequestrati durante le perquisizioni
personali, domiciliari e in ufficio al Favetti, al Pellegrini e al dottor
Seitz sigillati da parte dello' stesso de Kiibeck e del Commissario
di polizia Giorgio Schweiger. Le perquisizioni al Pollencig erano rimaste
infruttuose.
I corpi del reato erano accompagnati da una lettera (n. 313) con le deduzioni del de Ktibeck, di cui riportiamo i passi più. interessanti:
Dagli scritti sequestrati al Favetti e al Pellegrini, da me visti, si deduce che tanto l'uno che l'altro stavano in continua corrispondenza con Federico Comelli, d'altra parte non è pure escluso che i due predetti abbiano contribuito nella compi­lazione del volume di Prospero Antonini il Friuli Orientale, stampato a Milano. Riguardo al Favetti era del resto un'opinione generale, ch'egli ne fosse il collabo­ratore, e, che i pochi errori che si riscontrano nella stessa su Gorizia, fossero stati fatti ad arte per nascondere la paternità del collaboratore. Che il Favetti abbia vera-. mente collaborato, lo dimostra quel biglietto, trovato nel suo cassetto d'ufficio, su cui sono scritte le domande dei deputati goriziani al parlamento di Francoforte (1848) e che il compilatore si sarebbe augurato simili a quelle dei deputati istriani, a p. 476.
Tale sapposizione viene rafforzata anche dal fatto dello scritto incominciato da Favetti, con il quale tenta di rispondere a quelle domande.
Lo stesso vale pel Pellegrini, per quello che si riferisce alle relazioni col Comelli specialmente per il biglietto lacerato, che sembra non appartenere a tempo lontano. Con riferimento al telegramma di ieri, mi pregio accludere una lettera giunta quest'oggi mediante la posta per il Favetti. H danaro trovato nel cassetto d'ufficio del Favetti è stato consegnato al Podestà. Circa i richiesti scritti del Favetti, che senza dubbio sono opera sua, spero 'di poterli trasmettere domani a codesto Tribunale.
In merito alla lettera del 30 n. 3930/511 si ha il pregio di comunicare quanto se gue: Non è noto, se le raccolte di danaro, menzionate nella lettera qui pervenuta il 2Ì :di: questo mese, siano state fatte, ma la verità di tale asserzione non dovrebbe essere messa in dubbio, poiché l'Antonini vi fa apposita menzione a p. 596 e viene riportato un documento per extensum, che si riferisce alla rac­colta di fondi per il monumento a Cavour. Del resto il Capo del distretto, non mancherà di esperire tutto, per richiedere su ciò dei dati positivi.
Se tali raccolte di danaro abbiano avuto luogo qualunque persona imparziale, non potrebbe far a meno di riconoscere quale promotore solamente che Carlo Favetti.
Da Gorizia, da quanto mi consta, non 5 fuggito finora nessun giovane, per andarsi ad arruolare nelle schiere italiane di franchi tiratori; è invece avvenuto che